ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Davide » Wed 02 November 2011; 16:40

friedrichstrasse wrote:Il piano Albertini del 1933 prevedeva una Milano di 3.500.000 abitanti, che tradotto significa semplicemente che chiunque poteva costruire un condominio su qualunque terreno agricolo di sua proprietà. I piani del dopoguerra hanno semplicemente ridotto queste previsioni.

Attuando però tutto quanto non si aveva avuto il tempo di attuare in Epoca Fascista. Risultato? La Milano di oggi.
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Trullo » Wed 02 November 2011; 16:42

friedrichstrasse wrote:
Trullo wrote:L'infondatezza del primo presupposto, meno ovvia, è più difficile da trasformare in un obiettivo di pianificazione

Perché difficile? Basta prevedere meno aree per l'espansione urbana nei piani regolatori, oppure mantenere le stesse aree con densità minori.

Vorrebbe dire però fare piani a livello sovracomunale, magari a livello delle tanto vituperate provincie 8--)
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby friedrichstrasse » Wed 02 November 2011; 16:46

Davide wrote:E' già saturo, lo so bene. Bisognerebbe ripensare proprio l'edilizia a favore di un'ottimizzazione degli insediamenti, col conseguente abbandono di altri.. frutto di errori passati. So che è un discorso utopico e pressoché improponibile.. ma mi chiedo: l'ALER non aveva constatato la convenienza a una demolizione degli edifici in zona Lorenteggio, più ancora che a una loro ristrutturazione? Benissimo. Edilizia popolare (che non significa baracche in stile Argonne '40/'50) nelle aree "centrali" dismesse, su cui si può tranquillamente costruire, compattando l'insediamento. Al Lorenteggio ci metti un parco e non ci ricostruisci.

Il problema urbanistico non sono le case popolari di via Lorenteggio, che belle o brutte che siano stanno nella città densa, ma le villette e palazzine costruite nei comuni dell'hinterland in zone distanti dal trasporto pubblico.

La densificazione della città è una stupidaggine, perché la città di Milano è già troppo densa! Il problema è l'hinterland, dove abbiamo un'urbanizzazione più o meno densa (dovremmo forse densificare Sesto, o Bresso, o Rozzano?), ma sempre disordinata!

Quindi, più che di "densificazione", si dovrebbe parlare di "redistribuzione delle densità", che in pratica significherebbe abbattere gli insediamenti di villette e palazzine cresciuti disordinatamente, trasferendo la popolazione in quartieri coerentemente disegnati, e posti in luoghi convenienti a scala metropolitana (es. intorno alle stazioni delle linee S).

Chiaro che attuare un programma del genere, difficile ovunque, in Italia è del tutto impossibile. Ma noi siamo semplicioni, e confondiamo la costruzione di quattro grattacieli in aree già congestionate con la lotta allo sprawl.

Davide wrote:
friedrichstrasse wrote:Il piano Albertini del 1933 prevedeva una Milano di 3.500.000 abitanti, che tradotto significa semplicemente che chiunque poteva costruire un condominio su qualunque terreno agricolo di sua proprietà. I piani del dopoguerra hanno semplicemente ridotto queste previsioni.

Attuando però tutto quanto non si aveva avuto il tempo di attuare in Epoca Fascista. Risultato? La Milano di oggi.

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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Trullo » Wed 02 November 2011; 16:49

Però se riusciremo a spostare in quei grattacieli degli uffici che sono oggi in qualche capannone a fianco di una tangenziale, contribuiremo alla riduzione degli spostamenti col mezzo privato, e quindi di congestione e inquinamento. No?
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby friedrichstrasse » Wed 02 November 2011; 16:52

Sì, a patto che le reti M e S siano in grado di reggere l'aumento di traffico, e soprattutto a patto che i capannoni sulle tangenziali vengano abbattuti e sostituiti da prati verdi :mrgreen:

Altrimenti è possibilissimo che i grattacieli a Garibaldi restino sfitti perché l'affitto costa troppo, e i più economici capannoni restino pieni :bash:
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby trambvs » Wed 02 November 2011; 16:54

Forse, ma già oggi i mq di uffici vuoti, anche in zone servite (Romolo tanto per non andare molto lontani), sono migliaia: quanto costa in congestione e inquinamento costruire ex-novo, magari in zone centrali o para-centrali? Che ne facciamo dei palazzi e dei capannoni sfitti da lustri che nessuno vuole?

EDIT: contemporaneo con friedrichstrasse
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Davide » Wed 02 November 2011; 16:54

friedrichstrasse wrote:Chiaro che attuare un programma del genere, difficile ovunque, in Italia è del tutto impossibile. Ma noi siamo semplicioni, e confondiamo la costruzione di quattro grattacieli in aree già congestionate con la lotta allo sprawl.

Trasferire insediamenti di edilizia popolare rispetto che insediamenti di proprietà mi sembra la cosa più fattibile nello scenario attuale. Se non c'è prospettiva di Area Metropolitana e via dicendo, credo si debba cercare di pensare allo stato attuale delle cose. E' un inizio, e quello era un esempio visto che c'era il problema oggettivo e l'eventuale demolizione/riedificazione delle case.

Su, 5 piani su via Galilei, coerentemente con quanto si sarebbe fatto addirittura cent'anni fa, non mi sembra sia un discorso da "semplicione" o da chi vuole lo sviluppo in altezza a tutti i costi.

friedrichstrasse wrote:
Davide wrote:
friedrichstrasse wrote:Il piano Albertini del 1933 prevedeva una Milano di 3.500.000 abitanti, che tradotto significa semplicemente che chiunque poteva costruire un condominio su qualunque terreno agricolo di sua proprietà. I piani del dopoguerra hanno semplicemente ridotto queste previsioni.

Attuando però tutto quanto non si aveva avuto il tempo di attuare in Epoca Fascista. Risultato? La Milano di oggi.

Neanche per sogno, le zone di ampliamento del piano Albertini sono quasi tutte irrealizzate, a parte qualcosina intorno a viale Espinasse e via Padova...

Parlavo sostanzialmente della terziarizzazione del centro (coi conseguenti sventramenti) e via dicendo.
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Davide » Wed 02 November 2011; 16:58

friedrichstrasse wrote:Altrimenti è possibilissimo che i grattacieli a Garibaldi restino sfitti perché l'affitto costa troppo, e i più economici capannoni restino pieni :bash:

I grattacieli di per sé dubito rimangano sfitti. L'intero complesso di Cesar Pelli è già alla Unicredit. Il Diamantone i suoi clienti li troverà tranquillamente. Resteranno sfitti più che altro - se mai - gli inutili interventi "a corollario".. come la Piramide dietro al Bosco Verticale, fra De Castilla e Confalonieri. Terziario all'Isola, con tutto quello che c'è da li a pochi metri. Una cagata. Un po' come anche il Ligrestone verso via Sassetti. Il problema alla fine risulta essere sempre la mediocrità circostante (cit.) non il grattacielo in sé, a Milano.

Caso a parte il Galfa.. che sarebbe probabilmente più vantaggioso economicamente demolire.. :divano:
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby friedrichstrasse » Wed 02 November 2011; 16:59

C'è pieno di complessi terziari sfitti, in tutta Milano...
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Davide » Wed 02 November 2011; 17:00

Io parlavo di grattacieli. Perfino le ex FS han trovato un'acquirente.
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby trambvs » Wed 02 November 2011; 17:01

Davide wrote:L'intero complesso di Cesar Pelli è già alla Unicredit. Il Diamantone i suoi clienti li troverà tranquillamente.

Chi si trasferirà lì, inevitabilmente renderà vuoti gli spazi che attualmente occupa... 8--)
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Davide » Wed 02 November 2011; 17:04

Ottimizzando le spese e i consumi, e - pertanto - guadagnandoci.
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Trullo » Wed 02 November 2011; 17:07

trambvs wrote:Chi si trasferirà lì, inevitabilmente renderà vuoti gli spazi che attualmente occupa... 8--)

Meglio , in tutti i sensi, lavorare a Garibaldi che a Lampugnano 8--)
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Davide » Wed 02 November 2011; 17:10

Anche questo fa parte di quel concetto di "densificazione" o "compattazione" di cui parlavo. Consumi, spese, spostamenti.. etc. etc. Senza contare che i nuovi complessi (per fortuna) hanno anche un minimo di capacità ricettiva dal punto di vista di nuovi posteggi sotterranei, per tutti quelli che non useranno il mezzo pubblico. Cosa che invece poteva anche non accadere in tutte e cento (numero simbolico) le altre sedi sparse.
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Re: ponte (o viadotto) di via Farini [storico]

Postby Trullo » Wed 02 November 2011; 17:12

Per le organizzazioni sparse sul territorio (es. Regione Lombardia) , la centralizzazione ha anche il beneficio di ridurre gli spostamenti interni rendendo il lavoro più efficiente (se sono Fantozzi dell'ufficio Sinistri e devo parlare con Filini dell'ufficio anagrafe, è più facile se è due piani sopra di me o se è dall'altra parte della città?)
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