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Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 9:03
by S-Bahn
Il problema esiste.
Però una carrozza dedicata la vedo male.
Problemi pratici, sapere dove si trova, tutte le salite e discese concentrate su due porte.
Ma specialmente poi, i ciclisti dove li metti?
Tre cartozze avanti intanto che ti rubano la bicicletta?

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 9:06
by luca
TN non fa lunga percorrenza col suo proprio materiale
L'unico servizio sul quale una carrozza bici potrebbe avere senso, è Milano-Tirano

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 9:54
by S-Bahn
Appunto, ma anche lì le bici vanno curate. Sali a Milano o a Monza, scendi a Morbegno ma magari la bici "si è involata" a Lecco. trattandosi normalmente di materiale (BDC o MTB) che sono sopra i 2000€, e anche di molto, nessuno le abbandona al caso...

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 10:56
by Carrelli1928
S-Bahn wrote:Problemi pratici, sapere dove si trova, tutte le salite e discese concentrate su due porte.
Ma specialmente poi, i ciclisti dove li metti?

In Liguria non ho avuto questi problemi: il posto bici è sempre a levante (o lato mare sui Giovi) ed ho potuto tranquillamente lasciare il mio fedele velocipede nel bagagliaio della pilota MDVC mentre stavo comodamente seduto nello scompartimento posto fra i due vestiboli. Ogni tanto buttavo un occhio, ma essendo la pilota un vicolo cieco, gli unici passaggi per entrare nel bagagliaio prima o portare via la bici poi sono lo scompartimento in cui mi trovavo, dove vedevo tutto, e le porte esterne del treno, che sono chiuse per la quasi totalità del tempo - nelle stazioni controllavo attraverso i vetri delle porte interne.


Tl;dr: sono problemi facilmente superabili.

Tra l’altro, se non mi confondo (probabile: parliamo di due anni fa), il trasporto della bici in Liguria è, o perlomeno era, gratuito.
Ora non mi va di controllare.

luca wrote:TN non fa lunga percorrenza col suo proprio materiale
L'unico servizio sul quale una carrozza bici potrebbe avere senso, è Milano-Tirano

Oh, no... Male, molto male!
Questo è il ragionamento di chi non guarda in faccia la realtà; di chi vede solo le proprie idee, anche di fronte all’evidenza. Molto pericoloso, in generale.

Abbiamo visto che su un treno c’erano tante bici? Significa che su quel treno ci sono moltissime persone che sarebbero interessate ad un servizio dedicato - considera non solo chi era a bordo quel giorno, ma anche chi è rappresentato da costoro: quelli che volevano portarsi la bici ma hanno rinunciato, che potrebbero facilmente essere ancora più numerosi di quelli che hanno avuto la pretesa di occupare il treno.

Tra l’altro, non eri tu che sbandieravi sempre il motto “l’offerta crea la domanda”? Questo forse pregiudica che una domanda debba generare un’offerta?

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 11:41
by gerryino
Carrelli1928 wrote:In Liguria non ho avuto questi problemi: il posto bici è sempre a levante (o lato mare sui Giovi) ed ho potuto tranquillamente lasciare il mio fedele velocipede nel bagagliaio della pilota MDVC mentre stavo comodamente seduto nello scompartimento posto fra i due vestiboli. Ogni tanto buttavo un occhio, ma essendo la pilota un vicolo cieco, gli unici passaggi per entrare nel bagagliaio prima o portare via la bici poi sono lo scompartimento in cui mi trovavo, dove vedevo tutto, e le porte esterne del treno, che sono chiuse per la quasi totalità del tempo - nelle stazioni controllavo attraverso i vetri delle porte interne.


Su Milano gravita molta gente, inclusi ladri e landruncoli. Il problema è che chi usa la bici come servizio fra il posto di lavoro e la stazione (non per diletto) spesso viaggia anche con borse e ceste che sono facilmente saccheggiabili.

Inoltre devi contare un effetto "psicologico", alcuni potrebbero essere soddisfatti di vederla dallo scompartimento, alcuni ce l'hanno talmente scassata che non hanno paura dei furti nemmeno se gli metti un cartello prendimi sopra, altri sono così ansiosi che non la mollerebbero nemmeno un minuto.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 11:51
by Lucio Chiappetti
S-Bahn wrote:Però una carrozza dedicata la vedo male.

Eppure e' quello che ho visto all'estero ... ricordo un treno da Copenhagen all'aeroporto (e oltre) con vettura dedicata a bici, bagagli e perfino carrozzine con bambini unattended.
Oppure la compagna di un collega che prendeva l'IC dalla Cornovaglia a Paddington, pedalava da Paddington a Victoria e poi prendeva il treno per Horsham. Ma erano i tempi delle BR, e c'era la vettura bagagliaio con omino.
Incidentalmente quest'ultimo mi pare un esempio di uso intelligente (dovendo portare la bici, non intasava il metro).

Non mi e' chiaro invece l'uso da parte del pendolare di R31. Non sarebbe piu' logico se lasciasse la bici legata alla stazioncina del paesello e a Milano usasse i mezzi ?
In Olanda, paradiso dei ciclisti, mai visto bici in treno, ma cataste davanti alle stazioni.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 11:57
by jumbo
In Danimarca credo che puoi lasciare biciclette "unattended" pure in strada senza tanti problemi. Va da sé che lo puoi fare in treno.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 13:31
by Carrelli1928
gerryino wrote:Su Milano gravita molta gente, inclusi ladri e landruncoli. Il problema è che chi usa la bici come servizio fra il posto di lavoro e la stazione (non per diletto) spesso viaggia anche con borse e ceste che sono facilmente saccheggiabili.

Inoltre devi contare un effetto "psicologico", alcuni potrebbero essere soddisfatti di vederla dallo scompartimento, alcuni ce l'hanno talmente scassata che non hanno paura dei furti nemmeno se gli metti un cartello prendimi sopra, altri sono così ansiosi che non la mollerebbero nemmeno un minuto.


Non è che nel genovese manchi la piccola delinquenza.
Quanto a borse e ceste, quella volta della MDVC avevo una grossa borsa che era il mio bagaglio delle vacanze. L’ho tolta dalla bici e l’ho messa sulla cappelliera. Dov’è il problema, quindi?

Se poi stiamo dietro alle questioni psicologiche, cominciamo con l’eliminare un po’ di africani, ché a un vecchio che c’era ieri pomeriggio sulla 90 non piacciono. Oppure ci arrendiamo al fatto che le persone sono irrazionali ed il mondo non può stare dietro a ciò - o almeno non dovrebbe...

Fermo restando che, ad esempio, sulle ALe582 c’è una piccola panca nel bagagliaio, che verrebbe apprezzata da persone ansiose e con belle bici. Io stesso appartengo in parte a questa categoria, nel senso che sono ansioso ma non ho una bella bici, eppure se serve la porto in treno senza problemi né per me né per gli altri.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 15:35
by crossway
I "ciclisti" sulla Milano - Mortara altro non sono che i riders che dormono a Mortara e Vigevano e lavorano a Milano (oltre a qualche pendolare che si porta la bici a Milano, ma saranno si e no 3 bici per treno). Senza fare inutili polemiche, i tablet di alcuni CT sono pieni di foto dei vestiboli inagibili. Quando è in arrivo il CT impegnanto nel giro di controlleria, ti accorgi perché vedi una processione verso il fondo del treno. La stazione di Porta Genova, dalle 16.30 comincia a sembrare l'atrio di un ciclista, piena di mountan bike di valore (tanto che RFI lo scorso anno aveva tappezzato l'atrio con avvisi in cui intimava il sequestro delle bici trovate all'interno del fabbricato). Sono i riders che salgono a Milano coi treni delle 9.33, 10.33 e 11.33 (saranno ad occhio e croce 80 - 100 bici per convoglio) e che aspettano per tornare a casa i treni post pendolari (20.42, 21.42 e 22.42). Qualche settimana fa un CT a Porta Genova (forse lo stesso di ieri mattina) è stato malmenato assieme ad una guardia giurata perché non voleva partire ancora una volta a causa delle biciclette. La situazione purtroppo sta diventando insostenibile (ad esempio, qualche giorno fa dovevo recarmi a Milano e con me c'era una mamma con un passeggino... abbiamo dovuto superare a piedi 5 porte prima di trovarne una dove fisicamente si potesse far salire il passeggino). L'unico modo per risolvere il problema è prevedere carrozze che siano in grado di accogliere in spazi dedicati almeno 5/6 bici per vestibolo, oltre magari ad attrezzare la semipilota con spazi aggiuntivi. Altrimenti si continuerà a fare una guerra dove gli unici a perderci sono i CT stessi e i pendolari.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 16:07
by jumbo
Gianni Motta, ciclista degli anni '60, abitava a Voghera ed andava e veniva tutti i giorni a Milano per lavorare in bicicletta.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 16:11
by S-Bahn
E mio nonno andava a Sesto SG tutti i giorni a piedi, ma che discorsi sono?

Piuttosto, cominciare a far pagare i biglietti non sarebbe tanto male.
Nei rientri da Milano verso Monza dei bikers che consegnano cibo da asporto non se ne vede uno, nei rari controlli dei CT, in regola col biglietto.
Finirà che vieteranno le bici sui treni, il turismo fatto con treno+bici non sarà più possibile in compenso gli abusivi continueranno imperterrii.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 16:13
by jumbo
Era solo una considerazione storica.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 22:49
by GLM
Che questi paghino o meno il biglietto direi che non c'entra nulla col problema, che è e rimane: 3 coppie di treni al giorno su alcune direttrici hanno una domanda di trasporto di 100 biciclette/treno. Come risolvere? Il "vagone biciclette" in stile danese potrei anche vederlo bene, ma quanto tempo passa tra oggi e quando lo potremmo vedere nelle composizioni? I "vagoni biciclette" stile tirolesi "con omino" invece li eviterei proprio, poco realistici per una realtà pendolare, imho.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Fri 24 January 2020; 23:26
by S-Bahn
Ci sono due problemi. Non dimentichiamo che stiamo parlando di situazioni e utenze diverse.

Uno, capacità insufficiente e/o mezz poco adatti. Mi ricordo quando, pochissime volte per fortuna, mi è capaitato di caricare una bici su una 668...
Questo vale soprattutto per il turismo

Due, una utenza sui suburbani (tipicamente i rider delle consegne alimentari ma non solo) dove far pagare il biglietto non sarebbe indifferente. Primo perché non si perdono soldi e secondo perché, dovendo pagare, metà di questi evaporerebbero d'incanto.

Re: Trenord (2017)

PostPosted: Sat 25 January 2020; 22:11
by GLM
evaporerebbero quei 4-5 che scendono a trezzano. Tutti gli altri proseguono ben oltre. E i rider del cibo non lo fanno per divertirsi, ma per portare a casa la pagnotta (di giorno a casa di altri, a fine mese a casa propria). Ergo, se si vedessero obbligati a fare l'abbonamento ferroviario, lo farebbero. Di certo non tornerebbero a fare i disoccupati, o a fare lavori pagati meno in condizioni contrattuali e di sicurezza più precarie.