Come ci si sposta a Bellinzona?

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Re: Come ci si sposta a Bellinzona?

Postby Viersieben » Sat 15 October 2016; 21:35

Comunicato stampa, il 14 ottobre 2016

Inaugurazione della stazione di Bellinzona: Aperta ufficialmente la «Porta del Ticino».

La stazione di Bellinzona è stata inaugurata oggi in presenza di Andreas Meyer, CEO delle FFS, di Mario Branda, Sindaco di Bellinzona e del Consigliere di Stato Claudio Zali. I grandi lavori di ampliamento e ammodernamento, con un investimento complessivo di 36 milioni di franchi, sono ora conclusi. La «Porta del Ticino» propone ai clienti un'offerta attrattiva di servizi e di negozi, in un ambiente spazioso e luminoso. La stazione è pronta per l'11 dicembre, giorno della messa in servizio della galleria di base del San Gottardo.

Oggi, con una cerimonia festosa, è stata inaugurata la stazione di Bellinzona completamente rinnovata e ampliata. Andreas Meyer ha consegnato simbolicamente nelle mani delle autorità politiche Mario Branda e Claudio Zali una chiave ciascuno della «Porta del Ticino». Il CEO delle FFS ha sottolineato nel suo discorso l'importanza per la regione della nuova stazione, che convince con la sua offerta di servizi completa e il nuovo atrio inondato di luce. In veste di «Porta del Ticino», la stazione di Bellinzona è un'ulteriore pietra miliare nell'anno del San Gottardo, che si concluderà l'11 dicembre, con la messa in servizio secondo orario della galleria di base del San Gottardo.

Le FFS avevano progettato inizialmente una nuova costruzione accanto alla stazione esistente. La soluzione oggi realizzata, con l'ammodernamento e l'ampliamento della stazione esistente, è stata portata a termine dopo appena due anni di lavori, per la messa in servizio della galleria di base del San Gottardo. Ciò è stato possibile grazie al grande impegno di tutte le persone coinvolte, al sostegno delle autorità e all'ottima collaborazione con l'Ufficio federale della cultura e l'Ufficio cantonale della protezione dei monumenti.

Il 2016 è per Bellinzona e per l’intero Cantone Ticino un anno speciale, un momento che sarà ricordato nei manuali di storia dei nostri nipoti e pronipoti. Tra un paio di mesi verrà infatti aperta al traffico la più lunga galleria ferroviaria al mondo. Il Consigliere di Stato ticinese Claudio Zali si rallegra che la posizione strategica del Ticino sull’asse del San Gottardo viene confermata e rafforzata. La Città di Bellinzona sarà la porta d’entrata di questa pionieristica opera, che ci avvicinerà al motore economico e al centro politico della Confederazione.

Anche il sindaco di Bellinzona, Mario Branda, ha sottolineato il ruolo della ferrovia nella storia di Bellinzona e del suo sviluppo a cavallo del XIX-XX secolo e l'opportunità che si presenta oggi con l'apertura della galleria di base del San Gottardo e con i nuovi investimenti di Confederazione, Cantone e Città sulla mobilità ferroviaria e sulle infrastrutture. Vi è la necessità e l'impegno di non mancare questo appuntamento, di coglierne le opportunità, ma è anche l'occasione per tessere nuovi rapporti o rafforzare quelli esistenti con le realtà urbane al Nord delle Alpi. In questo senso si inserisce anche l'avvicinamento alla città di Lucerna e l'idea di istituire un tavolo di lavoro comune che, a partire dalla novità del potenziamento dei collegamenti ferroviari, consideri opportunità di sviluppo e di cooperazione di comune interesse.
36 milioni di franchi per la piattaforma della mobilità del futuro
I lavori di ampliamento e ammodernamento della stazione di Bellinzona, dal profilo architettonico si riallacciano al passato, riprendendo elementi dello storico edificio di servizio. Circa 4 milioni di franchi sono confluiti nel risanamento della facciata e delle finestre, conforme alle direttive di conservazione dei monumenti storici, nonché nell'ampliamento della pensilina storica sul marciapiede del binario 1. Eppure la stazione rappresenta anche il futuro, grazie al grande potenziamento dell'offerta per i clienti. La «Porta del Ticino» accoglie ora i viaggiatori con un atrio inondato di luce, che costituisce il fulcro della stazione. Questo collega il nuovo Centro viaggiatori FFS, il City Bistro, l'agenzia Europcar, il chiosco, un negozio della Chocolat Stella e l'Organizzazione Turistica Regionale Bellinzonese e Alto Ticino con i negozi nel piano interrato, dove attendono i viaggiatori una nuova filiale Coop, Brezelkönig e il Take Away Migros.

Oltre alla stazione, a Bellinzona è stato completamente ampliato e migliorato anche l'accesso ai treni. Un nuovo sottopassaggio collega l'atrio con i marciapiedi, che sono stati prolungati e rialzati, cosicché i viaggiatori possono salire e scendere dai treni con maggiore comodità. Grazie ad un ascensore e alle rampe, l'accesso senza barriere architettoniche è possibile per tutti i treni.

I dispendiosi lavori di risanamento e di ammodernamento sono iniziati a luglio 2014 e si sono conclusi a fine settembre 2016. Complessivamente le FFS hanno investito circa 36 milioni di franchi nello sviluppo della stazione di Bellinzona. La «Porta del Ticino» diventerà ancora più attrattiva: la Città di Bellinzona intende sviluppare il comparto attorno alla stazione per la fine del 2019, rendendolo una piattaforma di mobilità intermodale, con un nuovo piazzale, una nuovo terminal degli autobus e un nuovo Park-and-Ride.


Nuova era della mobilità in Ticino
Con l'inaugurazione della rinnovata stazione di Lugano, la «Terrazza del Ticino», l'11 dicembre 2016 i clienti ticinesi beneficeranno di un'ulteriore potenziamento dell'offerta, oltre alla messa in servizio della galleria di base del San Gottardo. Si tratta di investimenti che per il Ticino segnano l'inizio di una nuova era della mobilità, che sfrutterà appieno il suo potenziale con la messa in servizio della galleria di base del Monte Ceneri e del corridoio 4 metri, a fine 2020. In totale le FFS investono in Ticino entro il 2023 circa 3 miliardi di franchi. Già a partire dal 2017 i turisti che visitano il Ticino beneficeranno del «Ticino Ticket»: una carta giornaliera valevole in tutto il sud della Svizzera, per tutti i mezzi pubblici e che darà diritto all'ingresso a prezzo agevolato in diverse strutture per il tempo libero. A fine 2020, con la galleria di base del Monte Ceneri i collegamenti intercantonali saranno notevolmente più brevi, ad esempio sarà dimezzato il tempo di percorrenza tra Locarno e Lugano (solo 31 min.) e tra Bellinzona e Lugano (solo 14 min.).

http://www.ffs.ch/gruppo/media/comunica ... 410_1.html

(Mi piace la maniera bottom up nella quale sono state issate le bandiere, ma lo avessero fatto su Palazzo civico a Lugano, apriti cielo... :mrgreen: )

Quanto alla "nuova era" va ricordato anche chi avrà a soffrire pesanti tagli a causa del nuovo orario, alla faccia del "vogliamo essere uniti" che risuonò, a suo tempo, in Gran Consiglio...
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Re: Come ci si sposta a Bellinzona?

Postby Viersieben » Fri 24 February 2017; 8:52

Un morto sotto il treno a Bellinzona
Un incidente ferroviario ha funestato l'apertura del Rabadan. Grossi disagi in stazione: "Mi hanno calpestata!"

Una persona è deceduta nell'incidente avvenuto questa notte poco dopo la una all'interno della galleria ferroviaria tra Bellinzona e Giubiasco.

Lo conferma la Polizia cantonale. Per cause che l'inchiesta dovrà stabilire, tre persone, due 20enni e un 26enne cittadini italiani residenti nel Comasco stavano attraversando i binari nel mentre transitava un treno in direzione nord. Uno dei due ventenni è stato investito dal treno rimanendo ucciso mentre il 26enne è rimasto ferito e l'altro è rimasto illeso.

Sul posto la Polizia cantonale, la Croce Verde di Bellinzona, i pompieri di Bellinzona e la Polizia della città di Bellinzona. L'uomo rimasto ferito non dovrebbe aver riportato ferite gravi.

Numerose le persone di rientro dal Rabadan che sono rimaste bloccate in stazione, alcune delle quali hanno espresso grande malcontento.

"Sono rimasta sconvolta" racconta una nostra lettrice. "Non per il carnevale in se, ma per il viaggio in treno. Alle 4 del mattino hanno bloccato la stazione, io ero in fila per prendere il treno. Quando è arrivato hanno aperto i cancelli. La gente mi ha letteralmente calpestata, al punto che sono caduta per terra. Ero con un'amica e con il mio compagno, che ha alzato di peso tutte e due. Senza di lui non lo so come sarebbe andata, perché le persone in fila ci stavano letteralmente camminando sopra."

"La situazione era veramente un delirio a Bellinzona" afferma un altro lettore. "Ho visto ragazze spaventate che piangevano. Non sta certo a me dire come gestire una situazione del genere. Ma da persona che l'ha vissuta, posso dire che probabilmente non era il modo corretto."

Redazione | 24 feb 2017 05:48

http://www.ticinonews.ch/ticino/358053/ ... bellinzona

A pensare di dover (per colpa delle FART) transitare per la Porta del Ticino mi vien male...
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Re: Come ci si sposta a Bellinzona?

Postby LUCATRAMIL » Fri 24 February 2017; 14:59

"Rabadan" è il rumore del treno o la festa delle badanti musulmane di Ravenna?
In Tram we trust.
"L'attesa della pizza é essa stessa una pizza" (Lucatramil, 2013)
Comprate europeo!
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Re: Come ci si sposta a Bellinzona?

Postby S-Bahn » Fri 24 February 2017; 15:11

Rispetto per tutti, paura di nessuno - Dejan Stanković
A scuola di treno: http://www.miol.it/stagniweb/
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Re: Come ci si sposta a Bellinzona?

Postby Viersieben » Mon 23 October 2017; 16:08

Articolo sullo shared space in arrivo anche a queste disgraziate latitudini... :mrgreen:

La strada è di tutti
Il Cantone presenta la nuova «Concezione dello spazio stradale all’interno delle località» con particolare attenzione alla moderazione del traffico. Ne abbiamo parlato con l’architetto Federica Corso Talento

/ 23.10.2017
di Fabio Dozio

A cosa serve una strada? La domanda può sembrare banale o retorica, ma a dipendenza di come si risponde si possono aprire scenari molto diversi e anche conflittuali.

Se diciamo che la strada è di tutti mettiamo in conto: gli autocarri, dai TIR ai furgoni, i bus, gli autopostali, a volte qualche treno che ancora attraversa le carreggiate, le automobili private, moto, scooter, biciclette, e anche qualche skateboard, triciclo o monopattino. Infine il pedone, ma forse lui dovrebbe essere messo in cima alla lista, almeno per accordargli quel diritto che spetta, o dovrebbe spettare, ai più deboli.

Per cercare di coordinare le esigenze dei vari attori che transitano sulle strade e in particolare nell’ambito urbano il Dipartimento del territorio ha pubblicato recentemente le «Linee Guida cantonali, Concezione dello spazio stradale all’interno delle località». Un centinaio di pagine indirizzate soprattutto gli addetti ai lavori e in particolare ai rappresentanti politici comunali, che sono chiamati a decidere e a pianificare in materia.

«Le strade all’interno delle località sono luoghi di vita. Sono aumentate le esigenze e la sensibilità della popolazione in merito alla tutela del paesaggio e alla qualità della vita nelle città, nei borghi e nei villaggi»: parole di Claudio Zali, direttore del Dipartimento del territorio. L’attenzione nei confronti della popolazione è di buon auspicio e d’altra parte l’interesse del pedone ha un rilievo costituzionale, in Svizzera, in quanto all’art. 88 della Carta si legge: «La Confederazione emana principi sulle reti di sentieri e percorsi pedonali». Una volta, in passato, le strade e le piazze dei villaggi e dei paesi erano frequentate da tutta la popolazione, da ogni mezzo di trasporto, da bambini che giocavano, da vecchi che arrancavano, da artigiani che lavoravano, da mezzi di trasporto, cavalli e muli con carri e carrozze. Oggi è tutto più complicato.

Per cercare di fare il punto sullo stato dello spazio urbano, l’architetto Federica Corso Talento, capo ufficio della pianificazione e tecnica del traffico del DT, è intervenuta a una serata organizzata dall’Istituto di architettura i2a di Lugano, nell’ambito dei dialoghi sulla mutazione del territorio. Il Cantone intende intervenire per migliorare la qualità della città e degli spazi urbani, che devono essere fatti per chi li abita, e devono tornare a essere le città dei cittadini: vive, con negozi, servizi, spazi pubblici. «Le linee guida, – afferma Corso Talento – sono una piccola rivoluzione copernicana in Ticino. Per la prima volta, si parla di spazi urbani e non di spazi stradali».

Da questo punto di vista, come possiamo valutare la situazione da noi? «Non è semplice giudicare lo spazio stradale oggi, – ci dice Federica Corso Talento – volessimo guardare il bicchiere mezzo vuoto, come a tanti piace fare, potremmo puntare il dito su alcuni interventi che appaiono poco coerenti (strisce pedonali intermittenti, dossi, zone 30 km/h a macchia di leopardo), tipologie di moderazione del traffico che disorientano l’utente, più che orientarlo alla condivisione dello spazio urbano. È una progettazione stradale ormai datata, che ha contraddistinto un’epoca di transizione caratterizzata, come tutte le epoche di transizione, da un ventaglio di esperimenti e tentativi, passi in avanti e anche all’indietro: un imparaticcio. L’errore sarebbe stato non chiedersi per tempo se tutte le scelte fatte fossero giuste; non tenere in conto il cambiamento delle condizioni quadro; dimenticare che la popolazione invecchia, ad esempio; che si muove di più e troppo spesso in modo poco sostenibile; che ha esigenze differenti rispetto al passato».

Negli anni Settanta si è pensato che separare le varie funzioni stradali fosse positivo, quindi sono nate ciclopiste, spazi pedonali, corsie preferenziali. Ognuno con il suo spazio circoscritto. Negli ultimi anni si è pensato al futuro con un recupero dei valori del passato. «E poi c’è il bicchiere mezzo pieno, – continua l’architetto – addirittura anche qualcosa in più: c’è un Ticino bellissimo, che è quello del passato, che elegantemente e senza sbraitare ci ricorda quali sono i materiali da costruzione locali, quali gli elementi tipologici del nostro spazio pubblico (carraie, cippi stradali, muretti a secco, fontane) e come possono essere ripresi oggi dalle mani sapienti di chi non si arrende all’equazione: funzionale uguale a brutto per forza. È il caso della piazza Tarchini a Balerna, inaugurata pochi settimane fa, o di alcuni nuclei (Cugnasco-Gerra, Croglio, Giubiasco, Malvaglia) sapientemente ristrutturati e integrati nel paesaggio circostante».

La nuova visione del traffico fa riferimento al concetto di shared space, concetto nato in Olanda, ma ormai diffuso in Europa. Invece di separare utenti e funzioni si cerca di far convivere tutti assieme, condividendo lo spazio. La misura più importante è la limitazione della velocità, lo spazio 30, o anche 20 km orari, e l’abolizione quasi totale della segnaletica. In Svizzera sono numerosi gli esempi, da Köniz, nel canton Berna, a Bienne. La piazza di Bienne è stata trasformata in un luogo d’incontro fin dal 2002. La maggior parte del traffico, da 10 a 12mila veicoli al giorno, l’attraversa a meno di 30 km all’ora. Nei giorni feriali passano da 25 a 30mila persone. Tutti condividono lo stesso spazio accordando però la priorità ai pedoni. È evidente che questo tipo di moderazione del traffico richiede una maturità da parte di tutti gli attori, ed è anche una questione di cultura.

In Ticino ci si sta muovendo in questo senso. Come sono nate le «Linee guida»? «La vita di un paese dipende, oggi come in passato, dalla strada che l’attraversa, dal fatto che vi porti ricchezza, attività, scambi, bellezza. Interi paesi sono sorti, o viceversa sono stati abbandonati, per il semplice fatto che una strada vi portava gente o, improvvisamente, deviava il suo corso e non ve la portava più. – spiega Corso Talento – La strada dunque è un motore fondamentale per la vita e l’economia di un paese. Pensare di privarla del ruolo per cui è nata, quello di collegamento, sarebbe un errore: ma è necessario, oggi, provare a ripensarla, per consentire anche quella molteplicità di funzioni che da sempre l’ha caratterizzata».

Nella gestione del territorio si devono fare i conti con diverse autorità. La Confederazione, da anni, sensibilizza sulle misure e le procedure per moderare il traffico nelle località. L’USTRA (Ufficio federale delle strade) nel 2003 ha pubblicato una guida dedicata alla moderazione in cui si sottolinea che: «Lo spazio stradale, in particolare all’interno dei quartieri, è parte integrante della vita quotidiana e delle condizioni abitative e non deve essere riservato soltanto al traffico motorizzato».

Quale sarà il ruolo del Cantone e quale quello dei Comuni per migliorare la qualità delle nostre città? «Le Linee Guida sono pensate per le strade cantonali, – ci dice Federica Corso Talento – ma fungono da valido riferimento anche per i Comuni. E chi le applica, il Gruppo per la moderazione e la riqualificazione stradale (GRMS) del Dipartimento del territorio, è un gruppo interdisciplinare che può accompagnare i Comuni nei passi verso un progetto non solo di moderazione, ma di riqualificazione urbana e paesaggistica. Significa pianificare bene il territorio di oggi, prima di progettarlo. Volare un po’ più in alto e chiedersi: sto guardando il dito, o la luna? Imparare a collaborare: Cantone, Comuni e Operatori, dove per operatori non si intendono solo gli ingegneri del traffico: significa creare un’équipe in grado di dare risposte di qualità a domande complesse. Significa, ad esempio, applicare il modello UPI 50/30 come abbiamo iniziato a fare nei Programmi di agglomerato di terza generazione, dove mobilità, insediamenti e paesaggio vengono finalmente coordinati fra loro, imparano a parlarsi. Significa, come direbbe Renzo Piano, imparare a “rammendare” il nostro tessuto urbano, a partire dalle periferie e dalle zone industriali e artigianali e non semplicisticamente “ricucire”, come in un patchwork fuori dal tempo».

La città giusta, sostiene la portavoce del Dipartimento del territorio, è quella in cui si lavora, si dorme, si studia, ci si diverte, si fa la spesa, non quella in cui dobbiamo correre per chilometri intasando le strade. L’obiettivo è chiaro, limpido e condivisibile, ma c’è molta strada da fare per raggiungerlo.

http://www.azione.ch/societa/dettaglio/ ... tutti.html
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Re: Come ci si sposta a Bellinzona?

Postby skeggia65 » Tue 24 October 2017; 0:12

Peccato per il ban di un utente storico.
Ci avrebbe piazzato un bel "ottocentesco"! :mrgreen:
Articolo 21
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Anche se "alea iacta est": Freedrichstrasse!

Se la musica è troppo alta, tu sei troppo vecchio.

Nella vita nulla si deve temere; si deve solo comprendere. Maria Sklodowska Curie
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