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unione POLITICA europea
Austria (1995) 5%  5%  [ 11 ]
Belgio (1952) 5%  5%  [ 12 ]
Bulgaria (2007) 1%  1%  [ 3 ]
Cipro (2004) 2%  2%  [ 4 ]
Repubblica ceca (2004) 3%  3%  [ 7 ]
Danimarca (1973) 3%  3%  [ 8 ]
Estonia (2004) 3%  3%  [ 8 ]
Finlandia (1995) 3%  3%  [ 8 ]
Francia (1952) 6%  6%  [ 14 ]
Germania (1952) 5%  5%  [ 12 ]
Grecia (1981) 2%  2%  [ 5 ]
Ungheria (2004) 3%  3%  [ 6 ]
Irlanda (1973) 4%  4%  [ 9 ]
Italia (1952) 5%  5%  [ 13 ]
Lettonia (2004) 3%  3%  [ 7 ]
Lituania (2004) 3%  3%  [ 7 ]
Lussemburgo (1952) 5%  5%  [ 11 ]
Malta (2004) 3%  3%  [ 8 ]
Paesi Bassi (1952) 5%  5%  [ 12 ]
Polonia (2004) 3%  3%  [ 7 ]
Portogallo (1986) 5%  5%  [ 11 ]
Romania (2007) 2%  2%  [ 5 ]
Slovacchia (2004) 3%  3%  [ 7 ]
Slovenia (2004) 3%  3%  [ 8 ]
Spagna (1986) 5%  5%  [ 11 ]
Svezia (1995) 3%  3%  [ 8 ]
Regno Unito (1973) 3%  3%  [ 7 ]
no non sono favorevole a nessun tipo di integrazione politica 2%  2%  [ 4 ]
altro (e specifico) 3%  3%  [ 6 ]
Voti totali : 239
Autore Messaggio
MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 12:30 
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I britannici hanno potuto votare per due volte circa la loro permanenza nella CEE/UE (a proposito di rispetto del risultato di un voto democratico...)
Non vedo per quale motivo la Scozia non possa fare altrettanto per quanto riguarda la sua permanenza nel Regno Unito, sempre considerando che le condizioni in cui si è svolto il referendum del 2014 erano ben diverse da quelle di oggi.

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 12:56 
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Due volte a distanza di quarant'anni però ...

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 13:04 
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Non vedo il lasso di tempo come un aspetto fondamentale. Trovo che le mutate contingenze invece siano un aspetto non trascurabile.
La CEE del 1975 era differente rispetto alla UE del 2016 così come il Regno Unito del 2019 sarà ben diverso rispetto a quello del 2014.

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 13:24 
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friedrichstrasse ha scritto:
Solo io trovo fuori dal mondo che si discuta se rispettare oppure no il risultato di un referendum democratico?

Facciamo un bel referendum per poterti "sparare nei zebedei"...ma poi lo rispettiamo...
A parte gli scherzi: la cosa non dipende dalla sola volontà dei britannici, ci sono troppe implicazioni anche per coloro che non sono stati interpellati. Se non si trovano gli accordi, e ne sarei felice, è perchè nessuno delle parti è disposto a subire le conseguenze delle azioni dell'altro, referendum o non referendum. Non penso che la domanda del referendum prevedesse l'esplicita menzione del "ad ogni costo", c'è sempre un limite.

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 13:44 
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@hallenius
Invece è proprio fondamentale: essando passata una generazione (e più) chi ha votato nel 1975 per entrare nell'unione era morto nel 2016, e i ochi supertiti sicuramente minoranza, a fronte di una stragrande maggioranza di elettori che nel '75 erano bambini o non ancora nati. Secondo un principio puramente logico, le scelte di questo tipo possono essere messe in discussione una generazione dopo, non tre anni dopo

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 14:03 
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In Italia c'e una legge che prevede il tempo entro il quale è proibito riproporre un referendum.
Oltre ad essere proibiti i referendum che riguardano trattati internazionali.

Per una volta, il nostro sistema è il più saggio e previdente.

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 14:39 
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friedrichstrasse ha scritto:
In Italia c'e una legge che prevede il tempo entro il quale è proibito riproporre un referendum.


Nell'ordinamento italiano per la ripetizione di un referendum abrogativo devono passare almeno cinque anni. Che poi è lo stesso arco di tempo che separa il 2019 dal 2014 (Infatti l'eventuale nuovo referendum scozzese è previsto per il 2019-2020 al termine dei negoziati UK-UE).

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 14:56 
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Immagino che in Italia siano i cinque anni della durata naturale della legislatura: come si ritiene che dopo cinque anni cambino le possibilità di scelta dei rappresentanti, si volle lo stesso per i referendum abrogativi pensando che 5 anni fossero un lasso di tempo "sufficiente"
Attenzione però che qui stiamo parlando di referendum abrogativi di leggi ordinarie, quindi pratiche se vogliao di "ordinaria amministazione"
Invece in Scozia parliamo di un evento straordinario di mutamento istituzionale profondo (che tra l'altro in Italia richiederebbe una revisione profonda e lunga della costituzione: "la repubblica una e indivisibile". E se non siamo stati capaci di cancellare il cnel e le provincie e di ridimensionare il senato, figuriamoci il resto...) e pertanto "unico" o al più ripetibile solo a lunghissima distanza

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 14:59 
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come è già stato detto è anche vero che nel 2014 gli scozzesi hanno votato per restare con UK e nella UE vista la situazione allora contingente

ma POI uk ha deciso di andarsene dalla UE, i valori base sono molto diversi e per me giustificano la nuova richiesta di referendum

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 15:21 
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Per me no. Quando hanno deciso di restare nell'UK implicitamente hanno deciso di accettare che le decisioni rilevanti venissero prese dal resto del paese
Certi treni passano una volta sola, ed è giusto che sia così. Non si può mettere in discussione ogni giorno i principi alla base della convivenza

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 15:30 
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per me la scorsa volta hanno votato UK per poter restare nella UE visto il non velato no di alcuni paesi, Spagna in primis per la questione Catalana

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 15:36 
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I referendum per la modificazione territoriale delle regioni prevedono lo stesso limite di tempo.
I referendum costitutivi non mi risulta che abbiano invece alcun limite al riguardo (ex Legge 352.70), se non fosse per l'oggettiva mancanza di opportunità politica potremmo anche rivotare la stessa riforma costituzionale di dicembre ben prima dei cinque anni.

Quel che è certo è che stiamo vedendo le cose da punti di vista diametralmente opposti a causa di scale di valori differenti.
Di oggettivo resta solo che il parlamento scozzese ha approvato la richiesta di negoziare un nuovo referendum con il governo britannico. Vedremo come andrà a finire.

Ovviamente concordo con Brianzolo.

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 16:02 
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peraltro la mappa del voto brexit è decisamente chiara e non è detto che non si svegli anche Irlanda del nord :lol:

Immagine


edit

"La Brexit non è la fine di tutto. La dobbiamo rendere l'inizio di qualcosa di nuovo, più forte e migliore. Non è la fine. A molti piacerebbe che fosse così, anche a persone in altri continenti", come "il nuovo presidente degli Stati Uniti è stato felice che ci fosse la Brexit, ed ha chiesto che altri Paesi facessero la stessa cosa. Se continua così promuoverò l'indipendenza dell'Ohio e di Austin Texas dagli Usa". Così si è espresso il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker al congresso del Ppe a Malta. :clap: :clap: :clap: :clap:

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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 19:15 
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Se l'articolo 50 è causa di tutti questi mal di stomaco mi sfugge la ragione per la quale sia stato introdotto nella "Costituzione"...
Il "Texit" peraltro non sarebbe neppure una novità, a ben guardare... :mrgreen:
friedrichstrasse ha scritto:
Per una volta, il nostro sistema è il più saggio e previdente.

Preferisco vederla come Philippe Séguin:

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Pp. 863-864: http://archives.assemblee-nationale.fr/ ... e2/022.pdf


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MessaggioInviato: gio 30 marzo 2017; 19:36 
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brianzolo ha scritto:
"La Brexit non è la fine di tutto. La dobbiamo rendere l'inizio di qualcosa di nuovo, più forte e migliore. Non è la fine. A molti piacerebbe che fosse così, anche a persone in altri continenti", come "il nuovo presidente degli Stati Uniti è stato felice che ci fosse la Brexit, ed ha chiesto che altri Paesi facessero la stessa cosa. Se continua così promuoverò l'indipendenza dell'Ohio e di Austin Texas dagli Usa". Così si è espresso il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker al congresso del Ppe a Malta. :clap: :clap: :clap: :clap:


Toglietegli il vino :roll:

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