Il protocollo di Kyoto

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Chi ha ragione?

Francia, Germania e Spagna
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Italia e Polonia
8
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby S-Bahn » Wed 29 January 2020; 20:53

skeggia65 wrote:Stupisce che un link del genere venga da te.
Non è la prima volta che lo dici. Non hai l'esclusiva, o forse credi di conoscermi ma non è così, fattene una ragione...
Detto questo, riporto volentieri queste notizie. Primo perché l'informazione è spaventosamente sbilanciata (e anche superficiale) da una parte e sentire l'altra campana non fa male. Secondo perché, pur con prudenza e con qualche dubbio, mi sembra che ci sia più solidità scientifica in queste tesi che in quelle opposte, anche se forse la verità non sta esattamente in uno dei due estremi (ma penso che sia più vicina a questo estremo che all'altro).
La speranza non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che quella cosa ha un senso,
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby skeggia65 » Thu 30 January 2020; 0:22

Mi diventi negazionista... Image
Scherzi a parte, le tesi degli oppositori della teoria dell'AGW hanno, se non una maggiore solidità scientifica, gli esami del clima delle epoche passate, in relazione con i cicli solari e le smentite, nei fatti, di tutte le previsioni fatte dall'IPCC da quando questo ha iniziato a "divinare".
Articolo 21
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby S-Bahn » Thu 30 January 2020; 8:40

Forse, e dico forse, di nuovo e di preoccupante c'è una maggiore accelerazione nelle variazioni climatiche.
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby skeggia65 » Thu 30 January 2020; 11:16

Da tenere in considerazione i risvolti economici di questa isteria.
Il litio per le batterie si trova soprattutto in sudamerica, ma importanti giacimenti sono quasi dappertutto, Europa esclusa.
Ma si può estrarre anche dal mare ed è praticamente illimitato.
Naturalmente non si fa cenno né dell'impatto ambientale dell'estrazione del litio, né del'impatto ambientale dello smaltimento delle batterie esauste né, pensando alla nordica paladina dell'ambiente, ai ragazzini coinvolti in tali lavori, alla faccia del furto del suo futuro e dei suoi sogni.
P.S.: ciò che mi preoccupa dell'isteria attuale è la posizione delle varie Grete: dovesse passare tale modo di pensare, addio a una delle maggiori conquiste di libertà, ovvero la libertà di viaggiare: chi si potrebbe permettere biglietti aerei o, in alternativa, interi giorni di viaggio in treno o a bordo di superecologici velieri in kevlar?
Lo spauracchio di un certo fascismo verde non è poi così fantasioso.
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby S-Bahn » Thu 30 January 2020; 13:03

A me la cosa che piace meno del gretismo è questo modo di dare sempre la colpa agli altri "mi avete rubato il futuro", per di più senza basi scientifiche ma vantando uno sprezzante e ingiustificato atteggiamento di presunta superiorità morale. E guai a te, troglodita, se avanzi qualche dubbio su questo surrogato moderno della religione.
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby skeggia65 » Thu 30 January 2020; 13:09

Atteggiamento che accomuna tutti i presunti paladini dell'ambiente.
Film già visto all'epoca delle teorie eugenetiche.
Non a caso ho parlato di fascismo verde.
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby jumbo » Thu 30 January 2020; 13:23

Peraltro tutti gli indicatori disponibili evidenziano che la qualità della vita non è mai stata elevata come al giorno d'oggi. Ovviamente c'è chi sta meglio e chi sta peggio, ma anche chi sta peggio, sta meglio di quelli che stavano peggio anni fa, o quanto meno sono molte meno persone.
Quindi, "ci avete rubato il futuro" è una cosa che non si può sentire.
Certo ci sono dei problemi, ma tutte le epoche ne hanno avuti ed anche di peggiori di quelli dell'epoca attuale.
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby serie1928 » Thu 30 January 2020; 14:24

Rubiamo il futuro delle cose che le generazioni odierne danno per scontate e dovute... col ca$$o!
A giudicare gli atteggiamenti delle generazioni dei "giovani di oggi" (ovviamente è una generalizzazione, ma la media conta), i bisogni che essi ritengono di dover soddisfare sono ben altro che necessari, tipicamente voluttuari, consumando quella ricchezza ancora presente che le due/tre generazioni precedenti hanno accumulato. Dovranno imparare a conservarle, se ci riescono, perché noi molte di quelle cose che loro hanno, non le avevamo, e nemmeno potevamo sognarcele!
Quindi di quale "futuro" si parla, quello in cui i bisogni da soddisfare aumentano sempre e comunque? Allora è probabile che un tale futuro non esisterà, ne, penso, sia sostenibile, non per 11 miliardi di esseri umani che ci saranno su questo pianeta fra qualche anno (certezza matematica, a meno di una ecatombe a breve).
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby S-Bahn » Thu 30 January 2020; 15:18

La realtà non è così semplice però tant'è che quello che auspichi in qualche modo l'hanno intuito e infatti propongono una cosa che non funziona ma che va proprio nella direzione opposta a "i bisogni da soddisfare aumentano sempre e comunque" ed è quella cosa che chiamano decrescita felice.
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby Trullo » Thu 30 January 2020; 17:01

S-Bahn wrote:Forse, e dico forse, di nuovo e di preoccupante c'è una maggiore accelerazione nelle variazioni climatiche.

Oltre a questo, c'è anche il fatto che contemporaneamente alle variazioni climatiche c'è un cambiamento nella composizione dell'atrosfera, causato dalle attività umane

I sistemi non lineari hanno la spiacevole proprietà di avere un comportamento difficile da modellare, e dove piccole variazioni nei parametri del modello causano variazioni anche notevoli nel suo comportamento. Tuttavia, la maggior parte dei climatologi riconosce da un lato la correlazione fra l'attività umana e la composizione atmosferica, e dall'altro la correlazione fra quest'ultima e il clima, del quale certamente non è l'unica causa di cambiamento ma verosimulmente una delle più importanti
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby serie1928 » Thu 30 January 2020; 17:07

S-Bahn wrote:La realtà non è così semplice però tant'è che quello che auspichi in qualche modo l'hanno intuito e infatti propongono una cosa che non funziona ma che va proprio nella direzione opposta a "i bisogni da soddisfare aumentano sempre e comunque" ed è quella cosa che chiamano decrescita felice.

Ma sono i primi a non praticarlo/crederci, e comunque sono minoritari e settari: lo devono fare "gli altri", chiunque essi siano. Probabilmente non capiscono la coincidenza tra "bisogni" e "consumi", non capiscono che i consumi sono necessari a soddisfare i bisogni.
Che certi bisogni poi si possano soddisfare riducendo i consumi, è una mera utopia: possiamo ridurre il consumo di corrente per accendere una lampada, ma questo si tradurrà sempre in un numero maggiore di lampade accese (e molti devono ancora giungere ad averne più di una).

A meno di trovare una fonte inesauribile di energia, tale da consentire la riconversione della materia, raggiunti gli 11 miliardi, così dicono gli statistici demografici, la campana inizierà la curva discendente... e molti resteranno comunque infelici. Forse ne più ne meno di quelli attuali, e viceversa.
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby Lucio Chiappetti » Thu 30 January 2020; 17:20

S-Bahn wrote:quella cosa che chiamano decrescita felice.

L'anno che ho fatto la maturita' era quello in cui era uscito il Rapporto del Club di Roma, che sfortunatamente era intitolato in traduzione "i limiti dello sviluppo" (parendo implicare che i paesi sottosviluppati non dovessere svilupparsi) mentre l'originale era "the limits of growth".
Ora a me pare logico che ogni "sana" crescita si appiattisca asintoticamente quando ha raggiunto l'optimum.
Una volta che uno ha una sedia per sedersi non gliene serve un'altra, una volta che ha da mangiare a sufficienza, non gli servono tonnellate di cibo, tre stomaci e 150 denti come al Miliardario di Gorkij.
“It seemed to me,' said Wonko the Sane, 'that any civilization that had so far lost its head as to need to include a set of detailed instructions for use in a package of toothpicks, was no longer a civilization in which I could live and stay sane.”
― Douglas Adams, So Long, and Thanks for All the Fish

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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby S-Bahn » Thu 30 January 2020; 18:01

Una volta che un Paese, grande a piacere, ha continuato per oltre vent'anni a crescere con percentualei a due cifre orma si stabilizza, se va bene, su valori reali del 5%...
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby serie1928 » Thu 30 January 2020; 18:02

Trullo wrote:
S-Bahn wrote:Forse, e dico forse, di nuovo e di preoccupante c'è una maggiore accelerazione nelle variazioni climatiche.

Oltre a questo, c'è anche il fatto che contemporaneamente alle variazioni climatiche c'è un cambiamento nella composizione dell'atrosfera, causato dalle attività umane

I sistemi non lineari hanno la spiacevole proprietà di avere un comportamento difficile da modellare, e dove piccole variazioni nei parametri del modello causano variazioni anche notevoli nel suo comportamento. Tuttavia, la maggior parte dei climatologi riconosce da un lato la correlazione fra l'attività umana e la composizione atmosferica, e dall'altro la correlazione fra quest'ultima e il clima, del quale certamente non è l'unica causa di cambiamento ma verosimulmente una delle più importanti

Ogni essere vivente contribuisce a modificare l'ambiente, è nella natura stessa della vita. L'essere umano cambia il mondo in cui abita continuamente ed è un fallace "senso di colpa" a farci credere che ciò sia sbagliato. E' errato pensare vi sia un equilibrio "naturale", esso non esiste, ovvero l'essere umano ne è parte indipendentemente da quello che fa. L'unica variabile da considerare è il numero di esseri umani, e questa, in un modo o nell'altro, è destinato a ridursi... e qualcuno ne sarà infelice.

A meno che non troveremo nuove risorse da "consumare". A meno che l'essere vivente con le maggiori capacità adattive, l'essere umano, riesca ad adattarsi. Ma per questo serve scienza e razionalità, non certo reazioni emotive, ignoranza e settarismo.
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Re: Il protocollo di Kyoto

Postby serie1928 » Thu 30 January 2020; 18:07

Lucio Chiappetti wrote:Una volta che uno ha una sedia per sedersi non gliene serve un'altra, una volta che ha da mangiare a sufficienza, non gli servono tonnellate di cibo, tre stomaci e 150 denti come al Miliardario di Gorkij.

Non gli serve un'altra sedia, la vuole più comoda, più larga, calda e elegante.
Non gli basta mangiare a sufficienza, vuole farlo con sapori nuovi e diversi.
Non potrà avere 3 stomaci, ma farmaci per curare le gastriti o per digerire.
Non gli servono 150 denti, ma denti nuovi una volta consumati quelli in dotazione.

L'essere umano non sarà mai felice se non nutre una ambizione, qualsiasi essa sia, e certamente non lo è se sono altri a porgli dei limiti che non è disposto ad accettare.
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