Trasporti a Milano

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MessaggioInviato: sab 11 novembre 2017; 1:49 
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S-Bahn: direi però che a parte la discesa negli altri casi più che di tecnica è più corretto parlare di strategia e tattica

Sul fatto del perché il ciclismo imho è anche in parte dovuto ad una coincidenza temporale. Fino a qualche anno fa c'è stato un forte sviluppo a livello farmaceutico di farmaci come EPO e simili con tra l'altro un colposo ritardo nello sviluppo di metodi analitici in grado di individuarli. E chiaramente questi farmaci trovano il loro massimo impiego in sport di resistenza come il ciclismo (o anche lo sci di fondo, altro sport martoriato negli ultimi anni). E quando l'uso di certi farmaci diventa abituale è difficile che scompaia così nel nulla...

Io sono pronto a scommettere che nel futuro sentiremo parlare moooolto di SARM e torneranno per così dire alla ribalta sport dove conta molto la forza

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MessaggioInviato: sab 11 novembre 2017; 12:34 
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skeggia65 ha scritto:
Lo "sforzo continuato" è una delle poche capacità fisiche ad appannaggio quasi esclusivo degli esseri umani.
Non vedo perché una sua manifestazione debba essere supportata chimicamente.

Perché fa parte della natura dell’uomo migliorare se stesso: meccanicamante e, perché no, anche chimicamente. Cosa succederebbe se il doping non venisse più vietato? Ci fossero due categorie di manifestazioni sportive, quelle “naturali”, ove nulla e concesso se non di sfruttare il proprio potenziale naturale, e quelle “artificiali” dove ogni mezzo è lecito (tranne danneggiare il prossimo), quale otterrebbe le maggiori attenzioni del pubblico?

Quanto è ipocrita l’antidoping nella sua concezione e motivazione morale? Non ho la risposta assoluta, ma di ipocrisia ce n’è.

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MessaggioInviato: sab 11 novembre 2017; 19:59 
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Magari è un'ipocrisia dettata dall'idea che forse non si deve morire di cancro o di infarto a trent'anni per essere andati più forti a venti... :roll:

Fra', cos'è questo SARM?

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MessaggioInviato: sab 11 novembre 2017; 20:16 
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^^ Se una scelta consapevole dell’individuo, saranno fatti suoi, o no (quando dico “non danneggiare il prossimo”, intendo anche il medico che somministra sostanze all’atleta inconsapevole)? La ricerca poi permetterà doping sempre più sofisticati, meglio tollerati e con maggiori performance, e chi lo sa magari si scoprono nuove possibilità per prolungare la vita ai “normali”.
La competizione non è solo il tentativo di primeggiare di un individuo (o gruppi) rispetto ad altri, ma è anche una spinta al progresso umano.
E come sempre: alcuni dovranno essere sacrificati perché molti ne traggano profitto.

Non sono importanti LE regole, è importante che siano rispettate quelle date. Nulla vieta di cambiarle ottenendo comunque una competizione valida.
Oggi sono così, e non dico di cambiarle. Ma resta un fatto che si possono cambiare. Non cambiarle per ragioni ideologiche ė sbagliato come volerle infrangere.

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MessaggioInviato: sab 11 novembre 2017; 20:29 
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Non son affatto d'accordo sul fatto che, basta che uno non vomiti sulle mie scarpe, può suicidarsi come vuole e tutti stanno a guardare.
Sono due modi diversi di intendere l'uomo: singoli individui o, non mi viene un'espressione diversa, la famiglia umana.
L'obbligo di allacciare le cinture di sicurezza o di indossare il casco, per dirne una, dice che non è proprio del tutto scontato il sentire sulla questione.
E mi fermo qui.

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MessaggioInviato: sab 11 novembre 2017; 23:26 
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Chiedo scusa se non ho risposto prima ma era difficile in negozio :divano:

I SARM o Modulatori Selettivi del Recettore Androgeno sono una nuova classe di farmaci dallo sviluppo recente che hanno gli stessi effetti degli steroidi in particolare per quanto riguarda la crescita dei tessuti ma agiscono in maniera molto più selettiva limitando di molto gli effetti secondari. Per esempio testosterone e derivati sarebbero utili per promuovere la crescita ossea nelle donne malate di osteoporosi ma hanno grosse controindicazioni a causa degli effetti di mascolinizzazione. Ecco questi farmaci nelle intenzioni dovrebbero agire selettivamente solo nel tessuto osseo (o nel tessuto muscolare per altri farmaci) evitando questi effetti collaterali

Sono circa una decina i SARM in fase di studio con risultati molto vari: alcuni sembrano molto promettenti e in avanzato trial clinico ed almeno di problemi dovrebbero essere commercializzati, altri danno risultati contrastanti e si sta ancora cercando il giusto dosaggio e indicazione terapeutica, uno almeno è stato completamente abbandonato perché pare abbia provocato tumori in alcuni topi. Il problema è che al momento non sono ancora registrati come farmaci e quindi molte aziende senza scrupoli, approfittando anche di alcuni bachi nelle leggi, li stanno commercializzando come "integratori alimentari".

La FDA americana è già intervenuta più volte chiarendo che non è possibile commercializzarli come integratori ma molti si fanno ingannare (o forse fanno finta ed in realtà sanno benissimo cosa sono). Per non sbagliare la WADA li ha già messi tra le sostanze proibite ma nonostante questo già qualche atleta ci è cascato: Joakim Noah, giocatore di NBA, Will Grier giocatore di football dell'università della Florida e pure Lou Cotrone, giocatore italoamericano di football americano che giocava qua in italia (tra l'altro era il giocatore straniero che mi piaceva di più ed era pure titolare nella nazionale italiana :cry: ). Il quale ha ammesso candidamente di averlo preso perché tanto in america "sono venduti come integratori alimentari"

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MessaggioInviato: dom 12 novembre 2017; 0:04 
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S-Bahn ha scritto:
Non son affatto d'accordo sul fatto che, basta che uno non vomiti sulle mie scarpe, può suicidarsi come vuole e tutti stanno a guardare.
Sono due modi diversi di intendere l'uomo: singoli individui o, non mi viene un'espressione diversa, la famiglia umana.
L'obbligo di allacciare le cinture di sicurezza o di indossare il casco, per dirne una, dice che non è proprio del tutto scontato il sentire sulla questione.
E mi fermo qui.

Indossare il casco e le cinture sono obblighi perché evitano una marea di costi sociali, non per salvare la vita a persone “incapaci”di pensare a se stessi.
L’eccesso di “famiglia umana” è deleterio quanto l’eccesso di individualità.
Capisco che tu non sia d’accordo con me, purtroppo accettare il libero arbitrio come condizione essenziale della natura umana, non è ben visto dalla dottrina cattolica. Ė difficile accettare le conseguenze di una tale proposizione: l’essere umano non è libero, bensì peccatore e schiavo, quindi il libero arbitrio deve essere relegato a mero esercizio di stile.

Sono invece d’accordo che certe regole esistano perché la consapevolezza non mai completa, ma è ipocrita pensare che tali regole prevalgano sul libero arbitrio. Se un individuo si ritene sufficientemente consapevole, esso agirà in funzione di tale consapevolezza e non sarò certo io ad impedirglielo, fintanto che le conseguenze delle sue azioni non fanno danni agli altri.

Poi si può discutere su cosa sia un “danno”, ma questo amplia troppo il discorso. Quello che voglio dire è semplicemente che l’antidoping non è un dogma immodificabile, e che la sua esistenza deve essere sempre oggetto di discussione, ed un giorno potrebbe anche cessare.

Immaginiamo per un momento che lo sport per disabili diventi un giorno lo spettacolo preferito del pubblico, invertendo la sua importanza economica rispetto allo sport dei “normodotati”. Quanto tempo pensi che passerà affinché persone normali si automutilino per partecipare a tali competizioni? Cosa faranno i “benpensanti”? Lo vieteranno, ovviamente. E quando la cibernetica diventerà prassi comune, anzi necessaria per una vita normale, i “benpensanti” toglieranno quei divieti anzidetti.

Idem per la chimica.

Sia chiaro: non sto dicendo che tale scenario mi piaccia, ma non farò nulla per impedire che si avveri.

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MessaggioInviato: dom 12 novembre 2017; 16:12 
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Grazie Fra'.
Serie, ho detto che mi fermava qui e così faccio, a parte far notare che la libertà nell'adesione alla Proposta è il fondamento del cristianesimo.

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MessaggioInviato: lun 13 novembre 2017; 12:30 
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Fra l'altro esiste un'etica laica trasversale alle religioni e che coinvolge anche chi non professa alcuna religione
E' logico pensare che lo sport faccia bene sia alla salute sia come momento di aggregazione e modo di trascorrere divertendosi il proprio tempo libero. In quest'ottica i campioni sportivi diventano modelli anche comportamentali, ed è importante che comportamenti che minacciano la salute siano rigorosamente banditi. Ovviamente con tutti i limiti che questo approccio presenta (farmaci "al limite", farmaci che curano patologie effettive dell'atleta come l'asma ma che su atleti sani sono considerati dopanti, difficoltà a individuare i farmaci "nuovi" o le tecniche dopanti "nuove")

Va detto che anche l'uso di doping falsa i valori, perchè il fisico dei diversi individui non necessariamente risponde in maniera uniforme alle varie sostanze per cui non è detto che chi vincerebbe in condizioni "normali" contunuerebbe a farlo in condizioni "artificiosamente variate"

Mohammed Alì, il giorno prima del celebre incontro con Foreman a Kinshasa, rispose così a un giornalista che gli aveva chiesto se si ritenesse l'uomo più forte del mondo. "Molti degli uomini che ho sfidato sul ring, compreso Foreman che incontrerò domani, se mi incontrano in un vicolo buio mi fanno a pezzi. Sul ring però, dove esistono le regole, sono io il più forte". Qui non parlava naturalmente di doping, ma di semplici scorrettezze, ma il principio mi pare del tutto valido anche nel caso del doping

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serie1928 ha scritto:
E come sempre: alcuni dovranno essere sacrificati perché molti ne traggano profitto.



Chissà dove l'ho già sentita?

https://youtu.be/S3buDduiWE0?t=2m6s

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MessaggioInviato: lun 13 novembre 2017; 14:33 
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Trullo ha scritto:
Fra l'altro esiste un'etica laica trasversale alle religioni e che coinvolge anche chi non professa alcuna religione
E' logico pensare che lo sport faccia bene sia alla salute sia come momento di aggregazione e modo di trascorrere divertendosi il proprio tempo libero. In quest'ottica i campioni sportivi diventano modelli anche comportamentali, ed è importante che comportamenti che minacciano la salute siano rigorosamente banditi. Ovviamente con tutti i limiti che questo approccio presenta (farmaci "al limite", farmaci che curano patologie effettive dell'atleta come l'asma ma che su atleti sani sono considerati dopanti, difficoltà a individuare i farmaci "nuovi" o le tecniche dopanti "nuove")

Tu credi veramente che lo sport professionistico possa essere un modello comportamentale? Vorremmo che fosse così, ma non penso sia più così da decenni. I professionisti "lottano" per la pagnotta, e con loro tutto il cucuzzaro che ci gira intorno. Ad ogni modo, l'uso di sostanze chimiche per potenziare le capacità umane non è diverso da usare artifici meccanici: anche usare la bicicletta per andare più veloci che non a piedi, anche solo per scopi turistici, può nuocere gravemente alla salute.

Cita:
Va detto che anche l'uso di doping falsa i valori, perchè il fisico dei diversi individui non necessariamente risponde in maniera uniforme alle varie sostanze per cui non è detto che chi vincerebbe in condizioni "normali" contunuerebbe a farlo in condizioni "artificiosamente variate"

E' un tipo diverso di competizione: se il potenziamento mediante uso di farmaci fosse ammesso le "condizioni normali" sarebbero diverse.

Cita:
Mohammed Alì, il giorno prima del celebre incontro con Foreman a Kinshasa, rispose così a un giornalista che gli aveva chiesto se si ritenesse l'uomo più forte del mondo. "Molti degli uomini che ho sfidato sul ring, compreso Foreman che incontrerò domani, se mi incontrano in un vicolo buio mi fanno a pezzi. Sul ring però, dove esistono le regole, sono io il più forte". Qui non parlava naturalmente di doping, ma di semplici scorrettezze, ma il principio mi pare del tutto valido anche nel caso del doping

Dipende dalle regole, nulla vieta di cambiarle.

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MessaggioInviato: lun 13 novembre 2017; 14:40 
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Si, io lo credo. Milioni di bambini e ragazzi vanno a scuola calcio (o giocano a tennis e basket, corrono in bicicletta, vanno in piscina o su una pista di atletica, ecc.) anche perchè sognano da grandi di diventare come i campioni a cui si ispirano

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MessaggioInviato: lun 13 novembre 2017; 21:10 
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La questione non è che qualcuno pensa di poter prendere a modello i professionisti, la questione è se il professionismo può fare da modello. Solo nei pii desideri, solo raccontando frottole.
Ma anche dovessero cambiare le regole, ammettendo il doping come prassi accettata (non necessariamente dannosa, la chimica fa progressi), quello che conta è solo il rispetto delle regole, indipendentemente dalle regole stesse. La "pulizia" dello sport è nel rispetto delle regole e dell'avversario, non nel non ricorrere a "enhancements", che sono vietati solo perchè si pensa che la competizione debba avvenire allo stato "naturale". E' l'idea che il "miglioramento chimico" sia per forza da vietare che io contesto: esso può essere una prassi lecita. Dannosa per la salute? Forse lo è oggi, ma domani?

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serie1928 ha scritto:
anche usare la bicicletta per andare più veloci che non a piedi, anche solo per scopi turistici, può nuocere gravemente alla salute.



A volte... :mrgreen:

https://youtu.be/ClWq5ujatk8

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MessaggioInviato: mar 14 novembre 2017; 16:47 
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