Trasporti a Milano

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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
MessaggioInviato: lun 26 giugno 2017; 14:49 
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Da La Repubblica

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/06/26/news/roma_come_pompei_scoperta_casa_romana_distruttta_da_un_incendio_intatti_parti_di_solaio_mobili_mosaici_e_affreschi-169103421/

Roma come Pompei, scoperta casa romana di legno. Intatti parti di solaio, mobili, mosaici e affreschi

Lo scavo della Soprintendenza archeologica in un pozzo della metro C a via Amba Aradam è la prima struttura in legno rinvenuta intatta: un fatto eccezionale. Tra le macerie anche gli scheletri di un cane e del suo cucciolo. I reperti saranno smontati e conservati forse nel museo della stazione

Un solaio di legno, gambe di sgabelli e tavolini, gli scheletri di un cane e probabilmente del suo cucciolo o di un gatto, e preziosi mosaici. Dopo la scoperta della caserma dei soldati romani, gli scavi per la metrò C, all'incrocio tra via della Ferratella e via Amba Aradam, portano a luce uno scenario pompeiano: due vani di un edificio, databile tra il II e il III secolo d. C., rimasti carbonizzati e come pietrificati dopo un violento incendio che lo ha distrutto. Ma soprattutto, per quanto riguarda il solaio, una assoluta “prima volta”, ed è questo il fatto più clamoroso, per la storia di Roma antica.

E tutto si è rivelato agli archeologi della Soprintendenza guidata da Francesco Prosperetti nel Pozzo Q15 della metropolitana, protetto per tutto il perimetro da paratie di cemento, otto metri di diametro e quattordici in profondità, di cui dieci già scavati, una quota che altrimenti sarebbe stata inaccessibile.

Così la realizzazione della linea C è di nuovo occasione di ritrovamenti che ci svelano i segreti della città attraverso i secoli. Cominciando dai materiali rinvenuti che mostrano le particolari tecniche di costruzione degli edifici romani e di fabbricazione del mobilio nella media età imperiale, un materiale, sottolineano gli archeologi, che si conserva solo in eccezionali condizioni ambientali e climatiche, o dopo eventi speciali, come accaduto a Ercolano e a Pompei.

L’area dello scavo, diretto dall'archeologa Simona Morretta ed eseguito dalla Cooperativa Archeologia ancora in corso, interessa le pendici meridionali del Celio, il colle che in età imperiale vide nascere sulla sua sommità lussuose abitazioni aristocratiche e in basso, a sud, una serie di edifici militari, tra cui la ormai celebre caserma rinvenuta recentemente in via Ipponatteo.

Iniziata nel dicembre del 2016, l’indagine nel Pozzo Q15 ha messo in luce, a circa 9 metri dal piano stradale, sotto le fasi moderne e tardo antiche, due ambienti in opera mista, databili all’età di Traiano (inizi del II secolo d. C.) con rimaneggiamenti successivi.

Ma è del 23 maggio scorso lo stupore del ritrovamento dei primi resti del solaio di legno carbonizzato. Negli strati più alti sono state trovate ampie parti di un mosaico pavimentale in bianco e nero del piano superiore dell’edificio e frammenti di intonaco dipinto delle pareti e del soffitto. L'incendio ha conservato travetti di legno rettangolari, cui erano attaccate le canne che permettevano il fissaggio degli intonaci al solaio e alle pareti. E sono emerse parti riferibili alla struttura lignea portante del solaio, la cosiddetta contignatio descritta da Vitruvio: una grossa trave, che conserva sia gli incassi per l’inserzione dei travicelli trasversali sia una grossa chiodatura in ferro.

Su alcuni elementi ecco anche lavorazioni di falegnameria più elaborate, da arredo. Tra questi una gamba di sgabello o di tavolino, un altro piede più massiccio, forse di una cassapanca, e un ulteriore pezzo con una voluta forata passante, forse di una balaustra di legno. Infine una grande tavola rettangolare e frammenti di uno stipite con tracce di lastre di vetro di finestra.

Passiamo al piano terra dell’edificio crollato per l'incendio, che mostra una parete con un affresco di tipo lineare a fondo bianco, degli inizi del II secolo, in età Severiana, con riquadri con motivi di fantasia, tra cui un fiore con corolla sopra una sorta di candelabro vegetale.

Durante lo scavo sono emersi anche gli scheletri di un cane e di un suo cucciolo o di un gatto. Il cane era accucciato davanti a una porta, rimasto intrappolato nell’edificio al momento dell’incendio, un indizio di come la costruzione non sia stata abbattuta volutamente, ma sia crollata all'inizio per l’improvviso divampare delle fiamme. Mentre solo successivamente i muri sarebbero stati intenzionalmente rasati. Un'ipotesi è quella per cui a causare l'incendio possa essere stato un terremoto, una spiegazione che dovrà esser verificata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Inoltre è in corso in queste ultime ore la messa in luce del pavimento a mosaico dell’ambiente che contiene i resti del solaio ligneo. È un mosaico di gran pregio, in bianco e nero, con doppia cornice di bordo a foglie cuoriformi e onde correnti.

Allo stato attuale dello studio varie sono le ipotesi sull'edificio. Potrebbe far parte della caserma rinvenuta in via Ipponio, a cui fanno pensare le quote di soglia e di rasatura, ma anche la datazione e la tecnica edilizia. E in questo caso si tratterebbe di ambienti di rappresentanza dell’edificio militare, considerando la presenza di un sistema di riscaldamento, forse di tipo termale, e il pregio dei rivestimenti, mosaici, affreschi, lastre marmoree su alcune pareti.

Un’altra ipotesi è che gli ambienti scoperti facciano parte di una delle modus aristocratiche del Celio, di cui sono stati rinvenuti resti non lontano, come la domus dei Valerii, crollata allo stesso modo. Del resto, nella zona dove si è scavato il Pozzo Q15, ancora nel Cinquecento erano visibili alcuni ruderi, riportati nella pianta di Leonardo Bufalini, e, in minor numero, anche nel Settecento, descritti nelle note della pianta di Giovan Battista Rolli, costruiti in opera mista. Ora la continuazione dello scavo potrà fornire ulteriori dati per l’interpretazione. Le strutture murarie e i rivestimenti verranno smontati e spostati, per un rimontaggio futuro forse all'interno del museo della caserma accanto alla stazione Amba Aradam.

Il Pozzo Q15 a largo Amba Aradam è stato scavato per compensare eventuali spostamenti del terreno dovuti allo scavo delle gallerie della linea C sulle Mura Aureliane, distanti circa trenta metri. Se durante il passaggio delle talpe in profondità, le apparecchiature di monitoraggio rilevassero movimenti anche minimi della cinta muraria, attraverso il Pozzo Q15 potrebbero essere effettuati consolidamenti del terreno tra le gallerie e le antiche fondazioni.

Adesso nel pozzo lo scavo archeologico continuerà ancora per altri 4 metri, fino ad esaurire lo strato archeologico già sondato con carotaggi preliminari fino a circa quindici metri di profondità. Il progetto poi prevede il rinterro del pozzo dopo il passaggio delle talpe.


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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
MessaggioInviato: mar 27 giugno 2017; 14:24 
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QUalcuno di Voi mi sa spiegare come mai le costruzioni di epoca romana si trovano così tanti metri sotto terra in un'area fortemente urbanizzata come Roma (ma anche a Milano e Napoli) - dove il continuo calpestio semmai dovrebbe scavare anzichè sollevare il piano di calpestio - fino a sommergere interi edifici? Ci sono castelli o Paesi anteriori all'anno 1'000, che quindi hanno poco più della metà degli anni delle ville romane rintracciate or non è guari, che sono ancora al loro posto e non sommersi.
Non ditemi che all'epoca buttavano la rumenta in strada e questo ha alzato il selciato.
A Pompei, sommersa per altri"motivi", il transito dei carri consumò persino le pietre*: a Roma, in assenza di mega inondazioni a me note, la villa è stata trovata 23m sottoterra.
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*Qualcuno dirà che erano carri "Sirio"... :?

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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
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Rumenta no, ma è normale che in tutte le città che hanno una lunga storia gli strati si sovrappongano nel tempo perché si costruiva sulle macerie del vecchio, dopo averne utilizzato l'utilizzabile.

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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
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LUCATRAMIL ha scritto:
A Pompei, sommersa per altri"motivi", il transito dei carri consumò persino le pietre*: a Roma, in assenza di mega inondazioni a me note, la villa è stata trovata 23m sottoterra.
Mistero


*Qualcuno dirà che erano carri "Sirio"... :?

Mi sembra di ricordare che fossero "Eurocarri"... :divano:

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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
MessaggioInviato: gio 06 luglio 2017; 13:04 
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Tàches al tram, versione Romana.

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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
MessaggioInviato: lun 17 luglio 2017; 17:27 
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L’incidente SULLA LINEA B


Incidente metro Roma, 11 filmati inchiodano il macchinista. Atac punisce 1500 dipendenti in tre anni

Sospeso il macchinista che stava mangiando mentre le porte della metro b di Roma si chiudeva trascinando una donna. La disciplina nell’azienda romana dei trasporti è regolata da un regio decreto




L'impressionante il video dell'incidente.

http://video.corriere.it/video-embed/ba8982dc-6a5e-11e7-8c31-e178b0f54dfe?autoPlay=true&playerType=video_articoli

Pochissimi riescono ad abbozzare una reazione nei pochi istanti disponibili.


Dal Corriere della Sera

http://www.corriere.it/video-articoli/2017/07/16/incidente-metro-roma-11-filmati-inchiodano-macchinista-atac-punisce-1500-dipendenti-tre-anni/ba8982dc-6a5e-11e7-8c31-e178b0f54dfe.shtml

Gianluca Tonelli che mangia alla guida. Gianluca Tonelli distratto. Gianluca Tonelli che trascura i comandi: dietro il provvedimento di sospensione adottato dall’Atac nei confronti del macchinista che mercoledì scorso ha trascinato una donna incastrata fra le porte del convoglio, c’è una sfilza di immagini ritenute inequivocabili di quanto stava avvenendo in cabina.


Undici filmati

In tutto sarebbero undici i filmati acquisiti, visionati dall’azienda e ora consegnati agli agenti del commissariato di zona delegato agli approfondimenti dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. Immagini che racconterebbero la storia di un incidente annunciato, perché il macchinista avrebbe avuto comportamenti imprudenti e ritenuti inadeguati alla guida di un convoglio di quella portata. Tonelli — che è indagato per lesioni — potrebbe chiedere a questo punto di essere ascoltato dagli investigatori per raccontare la propria versione dei fatti. Secondo quanto trapelato poi lunedì mattina, il macchinista è indagato anche per la violazione del decreto legislativo n.81 del 2008 in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavori per gli infortuni causati a terzi.

«Sfortunato»

Il macchinista, assistito dall’avvocato Francesco Compagna, si dice «avvilito» per quanto è accaduto. «Ho seguito tutta la procedura ma sono stato sfortunato». La vittima, Natalya Garkovich, è ricoverata al policlinico di Tor Vergata in attesa di essere operata oggi
.

Le 1.500 sanzioni

Quattro licenziamenti, una sessantina di sospensioni in tre anni in cui sul tavolo di Atac sono arrivate decine di migliaia di segnalazioni nei modi più disparati: dalle denunce personali agli articoli di stampa, fino alle denunce social dei cittadini che ogni giorno twittano a @infoatac i disservizi o i comportamenti contro il decoro. Atac ringrazia e gira a chi di dovere, cioè il consiglio di disciplina che si occupa dei servizi di controllo interni. Da lì può partire un fascicolo destinato alla scrivania del direttore, che può avviare un’indagine interna per chiarire la situazione. Sono 1.500 i procedimenti nell’ultimo triennio che hanno portato a sanzioni per i dipendenti, quasi sempre sorpresi a strisciare fuori orario il cartellino o ad abusare della legge 104, spesso in maniera strumentale per danneggiare l’azienda. Molte segnalazioni, però, restano incagliate, perché la disciplina interna fa perno su un regio decreto del 1931 valido per le ferrovie e che dal ’52 è stato esteso anche ai trasporti cittadini.

Multa o censura

L’elenco delle sanzioni previste dal decreto regio impedisce di arrivare in molti casi a una decisione nel merito. A parte il cenno a onorabilità dell’azienda, negligenza, contegno inurbano e divieto di presentarsi a lavoro in condizioni di ubriachezza, il mangiare in servizio, il fumo e l’uso di cellulari non vengono menzionati nel codice di disciplina. Resta, per fortuna, il fatto che parlare al telefonino mentre si guida sia una violazione del codice della strada e come tale perseguibile. Il codice, invece, prevede la destituzione del dipendente in caso di «vilipendio al re» e la sospensione «per non aver osservato misure di prevenzione contro la malaria». È anche fatto «divieto di ricorrere a raccomandazioni». Evidentemente Parentopoli, negli anni 30, era già un presagio.


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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
MessaggioInviato: lun 17 luglio 2017; 18:15 
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Ma come si fa a regolare la vita di una azienda ed i comportamenti che un dipendente deve osservare nel compiere le proprie mansioni ad un Regio Decreto (ma vale anche se fosse una legge)? Non si sta regolando la vita di un cittadino comune, si stanno regolando i compiti di un professionista. Un Regio Decreto può coprire norme generali, ma devono esserci anche i regolamenti aziendali a "dettar legge" come un dipendente ha da svolgere il suo mestiere!
Regolamenti che il dipendente ha comperso ed accettato, ovviamente.

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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
MessaggioInviato: lun 17 luglio 2017; 18:22 
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Visto che c'è continuità giurisprudenziale tra la repubblica e il regno, il regio decreto vale come una qualunque altra legge, finché non viene abrogato o sostituito da una legge della repubblica.
Concordo che poi servano dei regolamenti aziendali, che leggendo l'articolo sembra che ATAC non abbia.


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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
MessaggioInviato: mar 18 luglio 2017; 9:42 
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I regolamenti aziendali non possono comunque contraddire il Regio Decreto, che è tuttora valido nel suo impianto generale.
Il fatto che sia stata emessa una legge apposita per questo settore (e non - per dire - per il settore ospedaliero) risiede nell'importanza strategico-militare attribuita al tempo al sistema ferroviario.

L'incidente in sé è difficile da giudicare, al di là della spaghettata in cabina che è inammissibile.


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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
MessaggioInviato: mar 18 luglio 2017; 12:40 
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Per una volta faccio il serie1928.
Esiste un regolamento che vieta espressamente di salire o scendere quando le porte si stanno chiudendo.
Esiste per evitare situazioni come quella che si è verificata.
Al di là degli spaghetti, il macchinista difficilmente avrebbe potuto vedere una persona cento metri più indietro, in mezzo alla gente, in una situazione di scarsa luce.
Lui pagherà, perché (idiota) stava mangiando.
Ma l'incidente sarebbe successo comunque, IMHO.
Esistono soluzioni per una cosa del genere:

-Telecamere su ogni carrozza.
-Telecamere in banchina e monitor in testa alla stessa.
-Porte di banchina.
-Addetto alla chiusura in coda al treno.

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MessaggioInviato: mar 18 luglio 2017; 14:03 
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Con le porte di banchina la signora sarebbe stata divisa in due...


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Ho solo intravisto il filmato e non ho tempo per rivederlo, ma forse non si sarebbe dovuta spegnere la luce che segnala la porta aperta, se davvero c'era un braccio intero dentro.

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 Oggetto del messaggio: Re: Roma
MessaggioInviato: mar 18 luglio 2017; 15:42 
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Dev'essere rimasta agganciata con il manico della borsa avvolto attorno alla spalla. Una situazione sfortunata, con i manici stretti che non impediscono alle porte di chiudersi (ammesso che quel convoglio avesse il blocco porte, non conosce età e caratteristiche dei mezzi).
Con le porte di banchina quasi certamente la porta di banchina sarebbe rimasta aperta attivando il blocco.

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MessaggioInviato: mar 18 luglio 2017; 16:59 
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Località: Milano Provincia
@ing: il regolamento, nessun regolamento, non può andare in contraddizione con dettati di legge. Il regolamento è gerarchicamente inferiore.
Ma in genere i regolamenti non sono in contraddizione ma precisano meglio il dettato legislativo.
Poi ci sono le norme derogabili e non derogabili: in genere quelle inderogabili sono formulate in maniera chiaramente, inequivocabilmente tassativa, pena nullità.
Infine esistono i contratti: io se firmo un contratto al quale è collegato un regolamento e lo accetto, tale regolamento acquisisce una forza di legge, tre le parti, che è inattaccabile: nemmeno una legge del parlamento è in grado di scardinarne la validità, verrebbe cassata dalla Corte Costituzionale. A prescindere che sia in accordo o contrasto delle leggi: se l'ho firmato e ci sono clausole vessatorie (clausole che limitano i diritti stabiliti dalle leggi) a sua volta da me firmate ed accettate, solo un giudice può dichiararne la nullità se dimostro (io, non la controparte) che sono immorali o firmate sotto minaccia.

@skeggia: non posso immaginare che il regolamento di condotta dei treni metropolitani non preveda per il macchinista la verifica della corretta chiusura delle porte e che nessuno vi sia incastrato, sia per mezzo di strumenti di controllo, sia mediante lo specchietto. Perchè un conto è fare quello che si deve fare e poi si sbaglia, altro conto è sbagliare non avendo fatto quello che andava fatto.
Così come non credo assolutamente che a 100m di distanza non si possa riconoscere che la situazione non è "normale", lo si capisce eccome. Ma anche fosse vero, dato l'obbligo anzi detto (premesso che ci sia, come credo) il macchinista deve avere gli strumenti adeguati...e uno specchietto è sempre stato un mezzo adeguato.

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MessaggioInviato: mar 18 luglio 2017; 19:07 
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Il treno coinvolto è un MB100 (complessi Breda del 1989) https://it.wikipedia.org/wiki/Elettromo ... t.Ro_MB100
Credo (semplificando al massimo) che siano poco diversi dai treni originari della M3


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