Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Cristian1989 » Fri 11 April 2014; 13:02

einmass.85 wrote:Carta dei trasporti del Nord Milano, estratta dalla Pianta dei trasporti pubblici dell'ATM ediz. marzo 1998 (all'epoca, come buona consuetudine ahimé persa, allegata alle Pagine Gialle): http://it.tinypic.com/r/1zbbev8/8


Me la ricordo (con i capolinea quadrati, poi dal 1999 diventati tondi), a Cinisello c'è ancora il passaggio da via Garibaldi della 727 (e 729!), quindi ancora pre ZTL con eliminazione dell'asfalto e pavimentazione della via. A Bresso hanno sempre indicato erronaemente il percorso della 708, infatti ho sempre avuto il dubbio se in passato il percorso era dal campovolo oppure è sempre stato Piave/Don Sturzo/San Francesco (quest'ultimo lo è stato fino al 2004)...
A Cormano, prima 104 e poi 704 hanno sempre avuto giri assurdi (con pochissimi orari e pure scomodi), è stato finalmente sistemato il tutto dal 2009, con la 729 passante e la 705 a servizio dei vari quartieri della città.

Noto che gli interurbani non hanno numero, escluso le tranvie per Desio e Limbiate e le ex linee del CTP di Sesto (già con il 70x, anche se erano ancora indicate su velette e fermate come 10x fino al giugno 2000), curioso anche come le linee Caronte erano segnate su una mappa ATM, con tanto di numerazione Sitam!
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Davide » Fri 11 April 2014; 20:37

^^ Interessante, ma quand'è avvenuta pertanto la risistemazione della via Garibaldi con deviazione delle corse ascendenti su XXV Aprile? Credo di lì a poco, perchè nel 1999 mi sembra di ricordare che passassero entrambe sullo stesso percorso. Ovviamente considerati i sensi di marcia della piazza Gramsci storica, da via Garibaldi svoltava a destra, faceva fermata in piazza Gramsci civico 19 suppongo (futuro capolinea della 712), quindi via Martiri di Fossoli e svolta a destra su via Libertà. In via Garibaldi invece qualcuno ha presente dove fermava? Mia madre si ricorda davanti alla coop, solo che non ho trovato riscontri di paline nè nelle cartoline in b/n, nè in quella più recenti a colori.

***

Per quanto riguarda le cartoline io ti consiglio - se può interessarti - di raccoglierne sempre se ti capitano. Senza andarci a spendere un capitale, può sempre capitare qualche conoscente o vecchio parente che abbia roba insospettabile fra le vecchie cose! Fra l'altro di Cinisello ne esistono davvero un'infinità di soggetti (considerando sia il colore che il bianco e nero, dovrebbero abbondantemente superare il migliaio :mrgreen: ).

Comunque già che l'ho comprata (finalmente) settimana scorsa, ripropongo questa visione della piazza Costa (viaggiata 1969) col capolinea dell'autobus per Milano. Il palo in primo piano - come avevo già scritto tempo fa - apparterrebbe invece alle corse prolungate verso Borgo Misto, di cui tuttavia ignoriamo l'anno di attivazione.

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Pubblico anche quest'altra prospettiva (in cui si vede meglio la fermata), dello stesso periodo, così da cogliere l'occasione per un'altra domanda. All'estrema destra della cartolina, sulla via Carducci (la via trasversale che da piazza Costa arriva fino in via Libertà), c'è un vecchio edificio in stile "industriale", che sembra quasi una chiesa. Personalmente ho memoria soltanto del palazzo che l'ha sostituito (http://goo.gl/maps/mbFvg), tuttavia essendo quel vecchio edificio "confinante" con quello che ho sempre conosciuto come "il deposito del tram" [della vecchia Cusano-Cinisello-Monza a vapore chiusa nel '18], demolito nel 2008.. aveva forse qualche attinenza con l'esercizio tramviario? Nessuno ha qualche memoria storica in più sul presunto "vecchio deposito del tram", che ospitava nell'ultimo periodo il "Circolo dei DS Vittorio Trezzi*"?

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* di cui dovrebbe ricorrere fra l'altro domenica il quindicesimo anniversario dalla scomparsa.

Ovviamente ringrazio per le mappe. :P :ciao:
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby einmass.85 » Wed 16 April 2014; 18:25

Io credo che la carta del 1998 riporti, per la 727 e la 729, un percorso che in realtà era di alcuni anni antecedente. Personalmente non ricordo il transito delle linee in via Garibaldi, ma quello che so per certo è che nel 1999 in entrambe le direzioni passavano lungo via Venticinque Aprile, e sono quasi sicuro fosse così anche nel 1998. Quanto ai lavori per la riqualificazione di via Garibaldi, a memoria la colloco intorno al '95/'96 (effettivamente il sito del Comune parla del 1996: http://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it/pietre/spip.php?article414&var_recherche=garibaldi). Sempre a memoria, escluderei che in via Garibaldi sia mai stata istituita una ZTL.

In questa foto, tratta sempre dalla sezione storica del sito del Comune (che ha contribuito non poco a farmi interessare alla storia di Cinisello Balsamo), si vede il retro di una palina ottagonale e di una rettangolare che potrebbero confermare la presenza della fermata davanti alla COOP:
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L'edificio di via Carducci non lo ricordo neanche io, appena avrò l'occasione di parlare con qualche vecchio cinisellese (merce rara...) proverò a chiedere.

PS: sulle cartoline, neanche a farlo apposta nello scorso fine settimana mi sono state consegnate una quindicina di cartoline degli anni '50 di varie cittadine italiane ritrovate durante uno sgombero :)

Saluti a tutti.
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Cristian1989 » Wed 16 April 2014; 21:09

einmass.85 wrote:Io credo che la carta del 1998 riporti, per la 727 e la 729, un percorso che in realtà era di alcuni anni antecedente. Personalmente non ricordo il transito delle linee in via Garibaldi, ma quello che so per certo è che nel 1999 in entrambe le direzioni passavano lungo via Venticinque Aprile, e sono quasi sicuro fosse così anche nel 1998. Quanto ai lavori per la riqualificazione di via Garibaldi, a memoria la colloco intorno al '95/'96 (effettivamente il sito del Comune parla del 1996: http://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it/pietre/spip.php?article414&var_recherche=garibaldi). Sempre a memoria, escluderei che in via Garibaldi sia mai stata istituita una ZTL.

In via Garibaldi (in questa foto nelle case a sx) abitava mia zia circa fino al 99-2000 e ricordo che una volta si poteva accedere con la macchina mentre dopo che avevano lastricato la strada non era più possibile, quindi penso era riservata solo ai residenti per i primi tempi e poi eliminata tale restrizione oppure ricordo male?

einmass.85 wrote:In questa foto, tratta sempre dalla sezione storica del sito del Comune (che ha contribuito non poco a farmi interessare alla storia di Cinisello Balsamo), si vede il retro di una palina ottagonale e di una rettangolare che potrebbero confermare la presenza della fermata davanti alla COOP:


Penso che la foto sia degli anni '70 (max primi '80) sia per le auto presenti, ma anche per il vecchio logo Coop presente (antecedente al restyling del 1985 ad opera di Bob Noorda). La palina ottagonale non era di certo ATM, è arrivata fuori Milano solo nel 2000 e solo sulle linee del Consorzio Trasporti Pubblici di Sesto San Giovanni. Penso che la fermata ATM è quella rettangolare di tipo interurbano (si può vedere una dello stesso tipo qui) più vicina al fotografo (quella a sx del palo), manca il logo ATM sul retro, ma capita(va) trovarne senza. Ma quella ottagonale cosa potrebbe essere? :shock:
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Davide » Wed 16 April 2014; 22:54

Caspita, la foto della piazzetta durante i lavori di ripavimentazione è impressionante e non l'avevo mai vista! Conosco il sito, ma è impostato troppo rigidamente, quindi è facile perdersi contributi interessanti (come questo). L'altra foto invece la conoscevo, ma le paline si mimetizzavano così bene che non le avevo mai notate. Ma la ottagonale a cosa serviva? Quale oscuro servizio di trasporto pubblico interessava la città al tempo? Di ottagonali in zona, escludendo quelle verdi ex SPT Como, mi vengono in mente quelle gialle sbiadite e sottili che si trovano da qualche parte. Solo non ricordo di che azienda siano.

In quest'altra ripresa, in cui ho trovato (col microscopio) la fermata rettangolare ATM, quella ottagonale non sembra invece esserci.

Image

Per il resto ricordo che la via nei primi tempi era stata oggetto di una ZTL attiva nei fine settimana, che facevano rispettare apponendo le transenne nei vari punti strategici d'ingresso. Poi non so cosa sia successo (lavori in piazza Gramsci? lavori della metrotramvia?) ma han fatto su un casino allucinante fra sensi unici e viabilità, con risultati in certi tratti che hanno dell'assurdo (http://goo.gl/maps/umr8p).

Anche a me comunque farebbe comodo trovare qualche vecchio cinisellese (di Cinisello) per approfondire un po' di questioni. Ma a meno di non fermarli per un interrogatorio quando me li trovo davanti che vengono a votare (dopo aver letto anno e luogo di nascita).. non so bene come trovarli. :mrgreen: Non so te in ogni caso a che livello di approfondimento sei arrivato in quanto a "storia locale", ma io ho fogli interi di questioni irrisolte che vorrei approfondire e "punti oscuri" che pagherei per riuscire a rendere un po' più chiari..*

:ciao:

* Di tutti forse è una delle più banali, ma visto che è qui dietro casa.. sai niente di questo :arrow: http://goo.gl/maps/NV6fC ? Ha un nome? Una storia? Personalmente mi ha sempre affascinato, ma non sono mai riuscito a trovare niente nè a livello di "storia", nè a livello di foto storiche. Dello stesso scolmatore Villoresi che gli passava accanto, si immetteva in questa strettoia (http://goo.gl/maps/DeeSo) per raggiungere la Cascina San Luigi (un tempo qui :arrow: http://goo.gl/maps/s29PQ), proseguendo poi fino alla Villa Ghirlanda (in cui sopravvive una chiusa), non ho mai trovato niente di più di qualche riferimento sulle mappe fino agli inizi del Novecento. Questa dall'altro lato della strada poi (http://goo.gl/maps/z0EBP) era anch'essa parte del complesso di Cascina San Luigi? Avendo ospitato per qualche tempo l'oratorio di Cinisello, ha un qualche legame diretto col fatto che questo sia appunto dedicato a San Luigi Gonzaga? Come vedi si entra in un loop senza fine, da cui ne si esce solo con più interrogativi di quanti non ne si avesse prima di entrarvi. :P
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby sangrinad » Thu 17 April 2014; 9:53

Per il 1993 e la prima metà del 1994 (almeno) i bus transitavano da via Garibaldi (solo direzione Milano). Ricordo personale : li prendevo in P. Gramsci (fermata al portico).
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby einmass.85 » Fri 18 April 2014; 18:42

Sulla questione di via Garibaldi e della ZTL evidentemente mi ricordavo male, visto che Cristian ha un ricordo così specifico sul fatto che non vi poteva accedere in macchina penso che effettivamente la circolazione fosse limitata, probabilmente solo sabato e domenica, perchè io ricordo bene di averci scorrazzato allegramente in motorino più e più volte. Una limitazione che invece ricordo era quella che riguardava la svolta a destra da via Carducci in via Libertà durante le ore di punta serale.
L'attuale labirinto di sensi unici della zona di via Garibaldi credo sia figlia dei lavori del tram. L'unica cosa che ho trovato comoda è stata la riapertura dell'incrocio Monte Santo/Garibaldi, che fortunatamente, diciamolo a bassa voce, è stata mantenuta fino ad oggi, peccato che i suoi effetti siano vanificati dall'assurdo senso unico di via Roma in direzione Gramsci (che porta le macchine in via Libertà sul percorso del tram). Altra cosa che non mi convince molto sono i sensi unici in via Venticinque Aprile (io preferisco stare in strada con la bici piuttosto che avere una pista ciclabile come quella), in via Carducci-Dante e in via Cantore-Vittorio Veneto (soffriamo un po' nei collegamenti est-ovest). Un'altra idea che mi balza ogni tanto per la testa è di invertire il senso di marcia oltre che di via Roma anche di via Quattro Novembre, e di conseguenza anche quello di via Monte Santo (da Venticinque Aprile a Monte Ortigara), ma forse ragiono troppo guardando solo al mio orticello :lol:



@ Davide:
A dire il vero ho una conoscenza molto superficiale della storia di Cinisello Balsamo... per tanti anni la cosa che più assomiglia a un testo sulla storia della città che ho letto (e riletto) è stato il libro scritto in occasione dei 40 anni della Stella Azzurra, che tratta in realtà tutta la storia dello sport cinisello-balsamese (passami il termine). Per tanti anni ho del tutto ignorato che un luogo con poca identità come quello in cui viviamo potesse raccontare qualcosa di interessante, e solo di recente mi sono reso conto di come il patrimonio edilizio storico della città sia stato in gran parte spazzato via in nome della speculazione edilizia o dei parcheggi, pensavo cioè che i pochi edifici "storici" fossero quelli ancora in piedi, e ignoravo che invece molti palazzoni dall'aspetto di dubbio gusto sono spuntati là dove prima c'era qualcos'altro, magari senza pregio, non importa, ma comunque in grado di descrivere la Cinisello Balsamo di una volta. I pochi vecchi edifici che ho visto con i miei cadere sotto le ruspe sono la Curt de la Valsapera e la/le corti in via Sant'Ambrogio, dove peraltro non passo da una vita.
Qualche anno fa, poi, ho ottenuto per vie traverse il librone scritto da Ezio Meroni nel 2010 per la Fondazione Martinelli, ho visto le foto e letto le storie della Balsamo che era, e si è acceso il mio interesse, poco dopo ho avuto anche il libro scritto per i cent'anni della Cooperativa La Nostra Casa (che tra l'altro contiene un CD con i libri scritti negli altri anniversari) e ho partecipato all'incontro di presentazione del progetto "le pietre raccontano", dove era stato distribuito un CD che contiene le pagine che poi sono state, giustamente, pubblicate sul sito internet, e che come dicevo ha contribuito a farmi conoscere qualcosa di più. In tempi recentissimi poi ho letto il libro Antifascismo e Resistenza a Cinisello Balsamo, trovato in biblioteca e, per combinazione, acquistato proprio oggi (insieme a un volume edito per i 25 anni di MM S.p.A., ma questa è un'altra storia...), e in seguito, dopo averlo cercato a lungo in biblioteca (era sempre fuori in prestito) ho scoperto di possedere anche una copia della Storia di Cinisello Balsamo di Albeto Scurati, che ancora non ho letto del tutto. Insomma, le cose che so sono quelle che sono scritte su questi libri o sul sito del Comune (e su Wikipedia, e credo di non sbagliare se faccio a te i complimenti per l'accuratezza della pagina :wink: ), poi qualcosina mi ha raccontato anche mia mamma, che si ricordava il tram in piazza Turati, la vecchia piazza Gramsci con la sagra degli uffizi che era così bella, e la vecchia Balsamo con i campi da attraversare per andare a scuola, la vecchia piazza Italia che se ne guardi le foto adesso non capisci da che parte le devi girare, le vie che si chiamavano in modo diverso, qui era tutto campi, quej de Cinisell e quej de Balsum, guai a confonderli, e le liti per l'ufficio postale, ecc. ecc. ecc., cose che immagino avrai sentito anche tu. Ultimamente sto cercando di fare ordine tra le tante cose che ho in casa e ogni tanto salta fuori qualcosa di interessante. Ieri ho iniziato a cercare tra le foto ma per ora l'unica cosa che ho trovato è una foto di Milano, incrocio tra le vie Lorenteggio e Inganni nel 1969 (ci ho messo qualche ora per individuare il luogo perchè sulla foto non era indicato).
Qualche cinisellese o balsamese di famiglia per vie traverse lo conosco o comunque potrei contattarlo, appena ne ho l'occasione proverò a chiedere qualcosa.

Intanto ho chiesto a mia zia, che a Balsamo ci abita dai primi anni '50, a proposito dell'edificio di via Carducci ma non ha presente, e sì che il capolinea del tram se lo ricorda. Su quello di via Leopardi anche io non so niente, credo non sia antico (dalle carte dell'IGM che ho visto sembrerebbe apparire nell'edizione del 1914, mentre non è presente nella carta simil-IGM dei primi del Novecento che ho in casa, la cui datazione non sono ancora riuscito a stabilire con precisione ma credo sia di poco precedente). Della nostra zona (capolinea 31) la cosa più "storica" che ho visto è la foto del palazzo della cooperativa in costruzione (non pensavo fosse così vecchio).
Interessante la storia della Cascina San Luigi e dell'edificio di fronte, mi dispiace non poterti aiutare. A dire il vero non sapevo neanche che vi avesse avuto sede l'oratorio (sapevo che prima della sede attuale di Villa Suigo-Caorsi-Spreafico fosse in via Roma). Qualcosa sul perchè l'oratorio fosse intitolato a San Luigi Gonzaga mi era stato detto quando ero bambino durante una gita a Castiglione delle Stiviere, ma chi si ricorda più?

Tornando al discorso del pullman blu in via Primo Maggio, mi è venuta in mente una cosa, e ho una teoria (una teoria, si badi bene, forse anche un po' strampalata): Verso la fine degli anni '90, l'Amministrazione Comunale vietò che venissero eseguiti i cortei funebri, e istituì un servizio bus per il trasporto delle persone dalla chiesa al cimitero. L'istituzione del servizio bus nei primi anni era obbligatorio (e a pagamento), anche qualora non fosse richiesto perchè le distanze in gioco erano minime (ad esempio dalla chiesa di San Martino al cimitero di Balsamo) o le persone fossero autonomamente organizzate per lo spostamento. Da alcuni anni, che io sappia, tale servizio non è più obbligatorio. Ora mi chiedevo: può essere che quell'autobus blu che vedevi ferm dopo il mercato del lunedì in via Primo Maggio fosse lì perchè dopo i lavori per la piazza non sapeva più dove sostare in attesa della fine della funzione. Certo, come teoria è strampalata, anche perchè non spiega dove sostasse gli altri giorni, l'orario però è compatibile con le funzioni funebri, e ho chiesto se l'autobus fosse blu e mi è stato risposto di sì (un sì non convintissimo a dire il vero, ma quelli sono momenti in cui il colore dell'autobus è l'ultima cosa a cui pensi).

PS: hai per caso una foto di via Libertà (o via Milano, of course) che ritrae l'abside della chiesa prima dei lavori di demolizione per l'allargamento della via?

PPS: non mi sono dimenticato delle cartoline ma non ho ancora avuto il tempo di tirarle fuori e scansionarle.
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Davide » Sat 19 April 2014; 0:53

Autobus in via Garibaldi. Ringrazio Sangrinad per l'ulteriore specifica che ci permette di restringere ulteriormente il campo per quanto riguarda la sospensione dei transiti da lì (e conseguentemente da piazza Gramsci). Se non salta fuori qualche altra notizia, mi affido - quando l'avrò trovata - alla rassegna stampa storica di quegli anni, in cui non potrà non essere riportata. Ma a Cinisello non so nemmeno se esista (e se esiste, se sia consultabile).

Excursus storico. Di storie e misteri da raccontare la città ne ha parecchi. Dall'aereo che è finito contro il campanile nel '42 o '43 ed ha poi effettuato un atterraggio d'emergenza in piazza a quello precipitato qualche tempo prima sulla villa Casati. Dai quarantadue ambrogini d'argento trovati negli anni Trenta in piazza quando hanno aperto il passaggio veicolare verso via Libertà (prima si entrava solo da via Sant'Ambrogio sul lato est) e di cui si son perse le tracce agli affreschi dell'Appiani presso Palazzo Moriggia a Balsamo, salvati dal Cippelletti poco prima della demolizione e "scomparsi", al pari del Ciclo di Europa trasferito dal Silva a Cinisello poco prima della morte, e andato disperso o perduto insieme a tutto il resto del patrimonio della villa. Villa in cui è stata murata - ma nessuno sa più dove - la lapide tardo romana di Tealisinia che avevano scoperto a Sant'Eusebio (in cui è conservata una riproduzione). Giusto ieri sono riuscito a porre parzialmente fine al mistero della Cappella Gentilizia eretta da Carlo Ghirlanda Silva fuori dal Cimitero di Cinisello, in cui erano riuniti tutti i membri della famiglia (come da volere testamentario di Ercole Silva). La cappella è stata distrutta negli anni Sessanta: alcuni resti sono stati pertanto trasferiti nel vicino cimitero (Carlo Ghirlanda Silva è diventato Carla.. per non parlare delle date), altri sono andati perduti (i più "insigni", quelli dei conti Donato II e Ercole). Qui la foto che ho trovato, sempre sulle pietre raccontano (ma senza indicazioni a riguardo). Finora ipotizzavo che esistesse basandomi soltanto su un'incisione (assimilabile al solito ciclo che ritrae la villa e il parco, ma anche lì "misteriosamente" sconosciuta a pubblicazioni e libri a riguardo).

Image

Insomma, di storia ce n'è tantissima da scoprire. Il problema è che per oltre il 90% è andata perduta o la si è deliberatamente distrutta. Balsamo intera è stata rasa al suolo, ne rimangono giusto il santuario, due ville (Villa Casati e Villa Forno, entrambe poco più che contenitori fuori contesto) e forse due corti. Non ricordo della demolizione delle ultime due corti in via Frova, ricordo però vagamente delle demolizioni in via Sant'Ambrogio, con l'area rimasta per qualche tempo ad erba (coi panettoni dentro), il cantiere che si è poi fermato, lasciandoci quella che secondo me è la via più rappresentativa e "preservata" di Cinisello con lo scheletro di un edificio a tratti mostruoso, con volumi aggettanti che nascondono completamente la cortina edilizia storica. Nutro invece timori per il fronte destro "storico" della via Libertà, da via Fabio Filzi a via Monfalcone, in larga parte abbandonato e che sembra non si aspetti altro che venga giù per poter procedere con una nuova edificazione.

Al capolinea del tram (il 31). Sì, l'edificio all'angolo fra via Risorgimento e via Leopardi è sicuramente degli inizi del Novecento (anni Dieci?). Mi ha sempre incuriosito tuttavia e mi avrebbe fatto piacere scoprirne qualcosa di più (già il nome sarebbe stato un buon inizio!). Ho presente invece la foto del palazzo della Cooperativa (è vecchio sì!) in costruzione.. sono riuscito poi a trovare delle foto (interessantissime) scattate a più riprese dalla via Monte Ortigara verso di noi verso la fine degli anni Settanta / inizio anni Ottanta. Nelle prime si vede il "vuoto" di casa mia: la via I maggio è affiancata da uno sterrato*, ma sul lato opposto ci sono già sia l'attuale Brosio, sia il palazzo della Cooperativa. La via Gennargentu arrivava fino alla via Monte Ortigara, mentre questa in un primo momento terminava in via Monte Santo. In quelle successive si vedono la via Monte Ortigara prolungata e casa mia costruita (ma senza parco davanti).

*Quando chiedevo cosa ci fosse al posto di casa mia mi rispondevano che c'erano campi, e credevo pertanto ingenuamente ai tempi che ci fosse campagna, via via scalzata dalla città che avanzava. Solo cresciuto ho realizzato che in realtà non c'era proprio niente, nel vero senso della parola, perchè la nostra era una "sacca" venutasi a creare fra la città vera e propria e le ultime propaggini di Borgo Misto (a cui si erano poi affrancate una serie di palazzoni, mai capito se abusivi o meno).

L'autobus blu. Sicuro siano state soppresse da così tanto le processioni funebri? A me sembrava fosse una cosa recente, di qualche anno fa. Mi viene addirittura il dubbio di averne incrociata una un giorno che ero sul tram. Certo, non che fossero all'ordine del giorno, ma neanche bandite da più di dieci anni! Non sapevo invece la storia del servizio di trasporto per il cimitero. Tenderei comunque ad escludere una connessione fra l'autobus blu (che mi ha sempre ricordato quelli della STIE, quindi roba di linea che qui in zona difficilmente saprei trovare) e tale servizio. Cioè, l'ipotesi è molto ben costruita ma mi sembra comunque strana.

PS. Ma sai che l'ho sempre cercata anch'io? Che poi mi dico, possibile che prima della demolizione non abbiano fatto un reportage completo di come si presentava la via Libertà "stretta" e di come si sviluppasse la parte absidale esternamente? La ripresa più vicina che mostri il tutto prima del "taglio" è questa tratta da una cartolina (che conosco ma non ho personalmente). Fra l'altro guardandola emergono un po' di aspetti interessanti: la Casa del Fascio in primo piano (di cui tento a fatica di ripercorrere la storia), unica porzione costruita al tempo nel giardino della Villa Arconati (che arrivava fino a via Dante), unica porzione dell'isolato oggi a non appartenere alla Nostra Casa; la scritta fascista che si intravede (nell'originale di più) sul lato del complesso parrocchiale; il campanile un po' più caratteristico, con tinte più caratterizzanti e quadrante e lancette più eleganti (anche se qui non si vedono tanto).

Image

PS2. Non preoccuparti! Senza fretta quando riesci. :)

PS3. Il libro della Martinelli è consultabile (ma purtroppo non scaricabile) direttamente dal loro sito!
> http://www.fondazionemartinelli.it/sfog ... index.html

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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Davide » Tue 22 April 2014; 20:11

Piccolo aggiornamento: ho avuto riscontro delle paline ottagonali pre-ATM. Si tratta di paline SAS giallognole, col logo dell'azienda apposto nella parte alta. Dalla foto che ho visto non si capiva se fossero impostate a listelli verticali (stile ATM classico) o a listelli orizzontali (stile palina di via Orefici :arrow: http://goo.gl/maps/MTxRa). Simili a quelle ATM anche gli altri due modelli, più noti fra foto e cartoline: quello quadrato e quello rettangolare. Curiosità, nel modello rettangolare i passaggi credo fossero riportati direttamente sui listelli, nella totale assenza di quadri porta orari.

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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Cristian1989 » Tue 22 April 2014; 20:18

^^ Quindi era una fermata della ex E (poi 104 e 704).
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Davide » Tue 22 April 2014; 20:51

Sì, che al ritorno faceva via XXV Aprile (che però non ho mai visto con quelle paline, avendo avuto in origine il riquadro rettangolare, poi sostituito da quello quadrato).
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby einmass.85 » Wed 23 April 2014; 18:02

Davide wrote:Excursus storico. Di storie e misteri da raccontare la città ne ha parecchi. Dall'aereo che è finito contro il campanile nel '42 o '43 ed ha poi effettuato un atterraggio d'emergenza in piazza a quello precipitato qualche tempo prima sulla villa Casati. Dai quarantadue ambrogini d'argento trovati negli anni Trenta in piazza quando hanno aperto il passaggio veicolare verso via Libertà (prima si entrava solo da via Sant'Ambrogio sul lato est) e di cui si son perse le tracce agli affreschi dell'Appiani presso Palazzo Moriggia a Balsamo, salvati dal Cippelletti poco prima della demolizione e "scomparsi", al pari del Ciclo di Europa trasferito dal Silva a Cinisello poco prima della morte, e andato disperso o perduto insieme a tutto il resto del patrimonio della villa. Villa in cui è stata murata - ma nessuno sa più dove - la lapide tardo romana di Tealisinia che avevano scoperto a Sant'Eusebio (in cui è conservata una riproduzione). Giusto ieri sono riuscito a porre parzialmente fine al mistero della Cappella Gentilizia eretta da Carlo Ghirlanda Silva fuori dal Cimitero di Cinisello, in cui erano riuniti tutti i membri della famiglia (come da volere testamentario di Ercole Silva). La cappella è stata distrutta negli anni Sessanta: alcuni resti sono stati pertanto trasferiti nel vicino cimitero (Carlo Ghirlanda Silva è diventato Carla.. per non parlare delle date), altri sono andati perduti (i più "insigni", quelli dei conti Donato II e Ercole). Qui la foto che ho trovato, sempre sulle pietre raccontano (ma senza indicazioni a riguardo). Finora ipotizzavo che esistesse basandomi soltanto su un'incisione (assimilabile al solito ciclo che ritrae la villa e il parco, ma anche lì "misteriosamente" sconosciuta a pubblicazioni e libri a riguardo).

Insomma, di storia ce n'è tantissima da scoprire. Il problema è che per oltre il 90% è andata perduta o la si è deliberatamente distrutta. Balsamo intera è stata rasa al suolo, ne rimangono giusto il santuario, due ville (Villa Casati e Villa Forno, entrambe poco più che contenitori fuori contesto) e forse due corti. Non ricordo della demolizione delle ultime due corti in via Frova, ricordo però vagamente delle demolizioni in via Sant'Ambrogio, con l'area rimasta per qualche tempo ad erba (coi panettoni dentro), il cantiere che si è poi fermato, lasciandoci quella che secondo me è la via più rappresentativa e "preservata" di Cinisello con lo scheletro di un edificio a tratti mostruoso, con volumi aggettanti che nascondono completamente la cortina edilizia storica. Nutro invece timori per il fronte destro "storico" della via Libertà, da via Fabio Filzi a via Monfalcone, in larga parte abbandonato e che sembra non si aspetti altro che venga giù per poter procedere con una nuova edificazione.


:clap: Interessante!!! Complimenti per le tue ricerche!!! A parte la storia dell'aereo che colpì il campanile e precipitò in piazza (ne parla Meroni in Antifascismo e Resistenza, datando l'episodio Maggio 1942 - Immagino che tu abbia già consultato quel libro, che parla qua e là anche della Casa del Fascio di via Milano) devo dire che non conoscevo nulla :oops: .
Condivido i timori per la parte di via Libertà prossima a via Monfalcone (mi verrebbe da dire: la parte di via Milano prossima al confine con Balsamo :D ), mi auguro solo che tanti anni di deturpazioni abbiano fatto (ahimè) scuola e ci sia un po' più di rispetto per il poco patrimonio storico rimasto. Parlando della zona mi è venuto in mente che un'altra corte che ho fatto in tempo a vedere è quella all'angolo tra le vie Gorki e Martinelli (la curt de la Madona), dove adesso ci sono le case della Martinelli ed è sopravvissuto il dipinto che credo dava il nome alla corte. Questa è stata forse l'ultima corte abbattuta negli anni '90, prima dei più recenti interventi in via Sant'Ambrogio.


L'autobus blu. Sicuro siano state soppresse da così tanto le processioni funebri? A me sembrava fosse una cosa recente, di qualche anno fa. Mi viene addirittura il dubbio di averne incrociata una un giorno che ero sul tram. Certo, non che fossero all'ordine del giorno, ma neanche bandite da più di dieci anni! Non sapevo invece la storia del servizio di trasporto per il cimitero. Tenderei comunque ad escludere una connessione fra l'autobus blu (che mi ha sempre ricordato quelli della STIE, quindi roba di linea che qui in zona difficilmente saprei trovare) e tale servizio. Cioè, l'ipotesi è molto ben costruita ma mi sembra comunque strana.


Premesso che, come faclmente prevedibile, la mia ipotesi è con buona probabilità sbagliata, ti posso confermare per esperienza diretta che nel 1998 i cortei funebri erano vietati (all'epoca era una "novità") e il servizio autobus era da fornire obbligatoriamente. Nel 2007 invece sicuramente non era obbligatorio fornire l'autobus, e a questo punto, se dici di aver visto cortei funebri in tempi relativamente recenti, mi verrebbe da pensare che il divieto sia stato revocato.

PS3. Il libro della Martinelli è consultabile (ma purtroppo non scaricabile) direttamente dal loro sito!
> http://www.fondazionemartinelli.it/sfog ... index.html


Non lo sapevo (io l'ho avuto tramite conoscenti ex-dipendenti della casa di riposo), la cosa mi fa piacere perchè si tratta di pubblicazioni (questa come quella della cooperativa e altre ancora) che di solito non vengono messe in vendita tramite i canali tradizionali e nemmeno molto pubblicizzate, per cui è difficile procurarsele (il libro della Martinelli ad esempio mi sembra che per ora non ci sia in biblioteca, e neanche quello per i cent'anni della Nostra Casa)
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Davide » Wed 23 April 2014; 23:40

einmass.85 wrote:Condivido i timori per la parte di via Libertà prossima a via Monfalcone (mi verrebbe da dire: la parte di via Milano prossima al confine con Balsamo :D ), mi auguro solo che tanti anni di deturpazioni abbiano fatto (ahimè) scuola e ci sia un po' più di rispetto per il poco patrimonio storico rimasto. Parlando della zona mi è venuto in mente che un'altra corte che ho fatto in tempo a vedere è quella all'angolo tra le vie Gorki e Martinelli (la curt de la Madona), dove adesso ci sono le case della Martinelli ed è sopravvissuto il dipinto che credo dava il nome alla corte. Questa è stata forse l'ultima corte abbattuta negli anni '90, prima dei più recenti interventi in via Sant'Ambrogio.

Non ci sono grosse speranze purtroppo per quel caseggiato, abbastanza "rilevante" perchè se mantenuto costituirebbe almeno parzialmente un interessante spaccato della Cinisello di inizio Novecento, se demolito e sostituito con qualche nuova edificazione snaturerebbe del tutto l'intera via Libertà delegittimando lo stesso fronte stradale opposto. Tanto per contestualizzare comunqnue, nel PRG redatto dall'architetto Costantino (quello che ha realizzato al tempo il Palazzetto dello Sport e il nuovo Comune.. quindi siamo nei primissimi anni Settanta) veniva prevista quasi come "priorità assoluta" il mantenimento di ciò che di storico era sopravvissuto agli anni Sessanta, con particolare riferimento al caso di Balsamo (considerato che in quel periodo hanno praticamente raso al suolo tutto quello che c'era costruito prima della guerra). Beh è significativo il lungo elenco di demolizioni susseguitesi da allora a oggi. :mrgreen: E il PRG non è che l'avesse partorito e approvato l'MSI.. :P Il punto è che al tempo c'era un vero e proprio astio nei confronti del proprio passato più recente, per cui era come se ci si sentisse in dovere di cancellarlo per riscattarsi, sia che fosse un passato di nobilità e benessere (disconosciute in nome del sentire popolare), sia che fosse un passato di miseria e operosità (disconosciute anch'esse in virtù delle conquiste del mondo operaio).

Non a caso s'è sempre cercato di ricondurre le origini e la storia di Cinisello all'epoca romana avallando fantasiose teorie, ignorando del tutto l'enorme patrimonio storico derivante dal passato nobiliare (e agricolo) dei due Comuni, che invece è sempre stato posto in secondo piano. Beh, d'altronde enfatizzando su qualche pietra era più agevole tirar giù ville e giardini nobiliari, riscattando così secoli di presunta oppressione. :mrgreen: Poi vacci a capire, quando si sarebbe potuto attuare un esproprio per pubblica utilità (in questo caso della Villa Ghirlanda), s'è preferito procedere "patteggiando" uno scambio della villa e del parco con volumetrie edificabili qua e là (ed è così che ci siam persi fra l'altro la cort nova..). Alla faccia degli interessi del popolo!

Non lo sapevo (io l'ho avuto tramite conoscenti ex-dipendenti della casa di riposo), la cosa mi fa piacere perchè si tratta di pubblicazioni (questa come quella della cooperativa e altre ancora) che di solito non vengono messe in vendita tramite i canali tradizionali e nemmeno molto pubblicizzate, per cui è difficile procurarsele (il libro della Martinelli ad esempio mi sembra che per ora non ci sia in biblioteca, e neanche quello per i cent'anni della Nostra Casa)

No infatti, non so perchè ma non l'ho trovato neanch'io. Io purtroppo mi son perso la presentazione (comunque recente) che poteva essere una buona occasione per rimediarne una copia. L'ho visto per la prima volta alla Biblioteca dI Cusano, poi l'ho letto per intero dal loro sito (trovandolo per caso). Quindi sì, sicuramente un'iniziativa più che apprezzata.
Grazie Coccodrillo!
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby Davide » Thu 24 April 2014; 18:35

Non è molto, ma è pur sempre qualcosa. Sono riuscito a scoprire qualcosa di più sul fantomatico collegamento Cinisello-Monza della SAAB. A Balsamo fermava in via Cadorna (prima di piazza Italia), quindi ragionevolmente proseguiva diritto fino alla Cornaggia, per poi prendere il vialone della Villa Reale. Il capolinea a Monza doveva essere all'Ospedale, quindi ragionevolmente credo seguisse il percorso del vecchio tram svoltando a San Fruttuoso dentro la via Cavallotti. Rimane il mistero invece di dove proseguisse all'interno di Cinisello Balsamo. Piazza Gramsci? Piazza Costa?
Grazie Coccodrillo!
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Re: Storia dei trasporti pubblici a Cinisello Balsamo

Postby S-Bahn » Thu 24 April 2014; 22:55

Agli albori c'era un collegamento tranviario, soppresso circa un secolo fa, che arrivava alla Cornaggia da Cinisello, certamente non elettrificato.
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