Trasporto aereo

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Re: Trasporto aereo

Postby indaco1 » Tue 13 March 2018; 1:21

Proseguo nell'OT per linkare qualche lettura interessante.

http://nuvola.corriere.it/2010/05/06/la ... lla_gesti/

Metto anche questo link, molto antigovernativo cosa da cui in parte mi dissocio, soprattutto perche' e' interessante la testata su cui appare :-)
https://ilmanifesto.it/la-guerra-di-ren ... rtite-iva/
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Re: Trasporto aereo

Postby S-Bahn » Tue 13 March 2018; 10:36

Chi come me non è iscritto al manifesto non legge l'articolo.

Quanto all'INPS, per decenni ci hanno campato tutti sopra utilizzando i versamenti dei lavoratori dipendenti dei vari settori industriali che oltre a pagare per sé hanno pagato per categorie di artigiani e agricoltori che hanno sempre versato poco o nulla.
In particolare tutti i problemi di questi ultimi 10 anni e la modifica Fornero sono dovuti al confluire dell'Impdap, la cassa dei dipendenti pubblici che per disinvolte manovre contabili dello Stato non ha portato in dote a INPS una cassa ma solo debito.

Ma detto tutto questo dove andiamo a parare, che bisogna aumentare le tasse a operai e impiegati che se la passano troppo bene?
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Re: Trasporto aereo

Postby Trullo » Tue 13 March 2018; 12:42

In realtà non serve essere abbonati al Manifesto, basta loggarsi con un account di social network per chi ce l'ha

L'articolo è del 2014, e la mia impressione (ma Renzi non ha bisogno di avvocati) è che si volesse togliere il beneficio fiscale delle partite iva per colpire le "finte partite iva" di cui è pien il nostro paese, lavoratori fintamente autonomi che hanno un solo cliente, del quale seguono le direttive, nei locali del quale lavorano, e che sono in tutto e per tutto dipendenti, tranne che nella forma.

Anch'io come Indaco e altri ho un buono stipendio e un lavoro (relativamente) sicuro, ma considero tutto ciò non un "privilegio" ma un diritto, compensato dall'utilità che ottiene l'azienda per cui lavoro dalla mia esperienza e professionalità, e lo stato dalle tasse

Se vogliamo parlare di quello, il mio reddito imponibile lordo (sul quale pago le tasse) è per esempio fra tre e quattro volte quello del tassista medio o del commerciante di auto medio. A me sembra, anche consierando chi lavora poco, chi lavora in una città piccola, tutti i correttvi che volete. che questi valori non rispecchino il potere d'acquisto delle categorie, e d'altra parte non credo ce chi fa il tsssista sia ricco di famiglia ma che, come me, viva e mantenga la famiglia (in condizioni più che dignitose, sia pure senza poter scialare. Esattamente come me) con il suo lavoro, e che non possa farlo se guadagna il 30% di quello che guadagno io

O se preferiamo un altro esempio una commessa che prende mille euro al mese deve avere un lordo attorno ai ventimila euro, cioè due volte e mezza il reddito medio del titolare di negozio di abbigliamento. Idem per l'istituto di bellezza, il parrucchiere, ecc.

Non molto credibili, mi pare. Po i magari nel 2016 e nel 2017 è tutto diverso, in tal caso meglio così
..Uscendo, Peppone si ritrovò nella cupa notte padana, ma oramai era tranquillissimo perché sentiva ancora nel cavo della mano il tepore del Bambinello rosa.
Poi udì risuonarsi all'orecchio le parole della poesia, che oramai sapeva a memoria. "Quando, la sera della Vigilia, me la dirà, sarà una cosa magnifica!" si rallegrò. "Anche quando comanderà la democrazia proletaria, le poesie bisognerà lasciarle stare. Anzi, renderle obbligatorie!".
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Re: Trasporto aereo

Postby indaco1 » Tue 13 March 2018; 14:25

Per qualche motivo se si raggiunge l'articolo del manifesto da Google te lo lascia aprire anche senza loggarsi (forse controllano il referral?). Provate a cliccare in primo della lista (a me logggandomi da FB va in loop):

https://www.google.it/search?q=la+guerr ... e&ie=UTF-8

La guerra di Renzi contro le partite Iva
Quinto Stato. Esplodono le contraddizioni del governo 2.0. La Camera approva la legge di stabilità e aumenta le tasse e i contributi ai coetanei del presidente del Consiglio. Stangata fiscale e previdenziale contro i «nuovi poveri» del lavoro indipendente: l’imposizione crescerà fino al 500%, a rischio almeno 300 mila lavoratori

Renzi ha dichiarato guerra al lavoro autonomo e professionale. La legge di stabilità che approvata ieri dalla Camera in maniera definitiva non ha bloccato l’aumento (dal 27,72% al 29,72%, o forse addirittura al 30,72%) dell’aliquota della gestione separata dell’Inps a cui sono iscritti freelance e lavoratori parasubordinati come avevano fatto i governi Monti e Letta per rimediare ad una delle decisioni più folli della riforma Fornero.

Il governo ha varato anche una riforma del sistema di agevolazione fiscale per i contribuenti a partita Iva, i cosiddetti «minimi», che dal 1 gennaio prevede il passaggio dell’imposta sostitutiva dal 5% al 15% per le partite Iva under 35. Il vecchio regime dei minimi aveva una tassazione unica al 5% che comprendeva Irpef, addizionali e Irap. Il limite massimo di reddito era di 30mila euro, le agevolazioni fiscali valevano per cinque anni o fino al compimento del 35esimo anno di età. La riforma Renzi impone soglie differenziate di accesso in base all’attività svolta e non più il limite di 30 mila euro uguale per tutti. C’è anche una base imponibile forfetizzata in base a codici di attività e non più basata sulla differenza tra costi e ricavi. Questo cambiamento imporrà un aumento della tassazione epocale ai danni dei giovani professionisti. Secondo la Confederazione italiana Libere professioni del Lazio sarà del 500% circa. Su un reddito medio di 19 mila euro lordi, nel 2015 si sborseranno oltre 4 mila euro di Irpef-sostituto d’impresa contro i 900 del 2014. Sono 200 euro in meno al mese su un reddito da 1400 euro.

Bisognerà poi sottrarre i contributi per una pensione che difficilmente gli autonomi under 40 iscritti alla gestione separata, o a quelle delle singole casse professionali, riceveranno. Per l’associazione XX maggio questi «nuovi poveri a partita Iva» già oggi percepiscono un reddito lordo medio di 18.640 euro, un reddito netto da 8.670 euro annui, per 723 euro mensili. Dopo tasse e contributi, in tasca a questi lavoratori restano 515 euro. La guerra di Renzi ai freelance rischia di portare questo reddito molto vicino allo zero.

Cesare Damiano presidente Pd della commissione lavoro alla Camera ieri ha colto nel vivo la contraddizione del governo: «Dopo tante prediche sull’innovazione – ha detto – il governo è fermo all’idea molto antica che il mondo del lavoro sia solo quello dipendente». Per la Lapet, Associazione dei tributaristi, è «una mini-stangata che contrasta con lo slogan governativo dell’abbassamento della pressione fiscale».

Sempre nella legge di stabilità viene stanziata una cifra pari all’incirca a 900 milioni di euro a beneficio del lavoro autonomo tradizionale, quello degli artigiani e dei commercianti che presumibilmente hanno un reddito intorno o superiore ai 40 mila euro annui. Il governo si è mostrato sensibile a quelle fasce delle partite Iva protette da riconosciute rappresentanze di categorie ma condanna i freelance non tutelati alla disoccupazione o alla fuga dalla gestione separata verso altre casse previdenziali (al momento sono in 42 mila). A completare un quadro catastrofico, c’è la possibilità di una procedura d’infrazione Ue contro l’introduzione del credito d’imposta Irap per gli autonomi. Per il servizio bilancio della Camera potrebbe essere giudicato illegale perché privilegia una categoria di contribuenti ai danni di altre.

Viene da chiedersi se il presidente del Consiglio sia consapevole di queste conseguenze. Probabilmente no, ed è grave. Ma visto che in politica ogni atto ha una razionalità, bisogna prenderlo sul serio. Lo fa Andrea Dili, uno dei coordinatori dell’associazione Alta partecipazione che con Acta e Confassociazione ha lanciato un appello inascoltato: «Non siamo i bancomat dello Stato»: «Una concentrazione di provvedimenti così vessatori e peggiorativi delle condizioni di vita di tutti coloro che svolgono un’attività intellettuale non la ricordo – afferma – Sono d’accordo con Renzi sul fatto che si sia cambiato verso, il nostro governo ha deciso che in Italia chi studia, si specializza e si professionalizza non deve trovare alcun tipo di spazio, soprattutto se giovane, dall’età del presidente del Consiglio in giù».

«Faremo di tutto per agevolare la fuga dalla gestione separata e per trovare strategie il peso di queste decisioni. Per esempio aprire una Sas o, per chi può, il diritto d’autore, restando nella legalità. Non abbiamo alternative – sostiene Anna Soru, presidente di Acta – Il governo incorre in due contraddizioni. Capisco che voglia incentivare il lavoro dipendente a tempo indeterminato, ma non è pensabile che la disoccupazione possa essere riassorbita solo dal lavoro dipendente. La seconda è che non presta attenzione al mondo dei freelance, nonostante le sue dichiarazioni. Non dico che sia sbagliato intervenire su artigiani e commercianti, ma la riforma dei minimi per loro è favorevole, per noi no. Per un governo che dice di lottare contro le corporazioni questa è un’altra contraddizione. Laddove esistono si comporta in un modo. In un altro, dove non ci sono».


E' impressionante, se volevamo una prova che sono saltati gli schemi, sembra un articolo di Libero. Beh, quasi :mrgreen:

Comunque se ne sono accorti anche quelli del Giornale: http://blog.ilgiornale.it/erba/2014/11/ ... letariato/

Il tema comunque e' importantissimo, la macelleria degli autonomi deboli e dei giovani e' probabilmente una delle principali cause dello smottamento della ex sinistra a cui assistiamo. Per un semplice turnover generazionale questo sta ammazzando mezza politica. Non so se qualcuno guarda Propaganda su La Sette. Ebbene li hanno riferito una frase di militanti PD: "Non e' che non ci votano piu'. E' che sono morti". Che fa ridere, ma in pratica significa che i vecchi elettori sono relativamente fedeli, ma non se ne creano piu' di nuovi a sostituire i morti, perche' le nuove generazioni non sono minimamente garantite da chi dovrebbe rappresentare gli interessi di tutti e in particolare dei piu' deboli.
E non se ne rende neanche conto!!
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Re: Trasporto aereo

Postby jumbo » Tue 13 March 2018; 15:03

Trullo wrote:O se preferiamo un altro esempio una commessa che prende mille euro al mese deve avere un lordo attorno ai ventimila euro, cioè due volte e mezza il reddito medio del titolare di negozio di abbigliamento. Idem per l'istituto di bellezza, il parrucchiere, ecc.

Bisognerebbe anche capire cosa comprende la tabella.
Il negozio di abbigliamento o l'istituto di bellezza, soprattutto se grande, ben funzionante, con un bel fatturato, potrebbe benissimo essere una srl, e il suo titolare ricevere uno stipendio come dipendente in qualità di direttore, mantenendo correttamente il reddito della società più basso possibile (visto che le tasse sulle imprese sono altissime).
Se invece è una piccola attività, mezza strozzata dalla concorrenza dei centri commerciali, il fatto che abbia un reddito basso non mi stupisce, vista la numerosità di chiusure di piccoli negozi del settore commercio negli ultimi anni.
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Re: Trasporto aereo

Postby S-Bahn » Sun 30 September 2018; 15:50

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Re: Trasporto aereo

Postby dedorex » Tue 16 October 2018; 16:24

Si preannunciano altri soldi buttati via mentre nel frattempo si azzoppa anche FS
https://www.corriere.it/economia/18_ott ... 48a0.shtml
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Re: Trasporto aereo

Postby MMMM » Thu 18 October 2018; 19:37

Il bello è che da un anno e mezzo ci stanno raccontando di avere file infinite di pretendenti europei americani cinesi australiano e marziani, alla fine alle condizioni dettate (perché ancora hanno l'arroganza di parlare) nessuno se li prende, noi invece lo prendiamo da un'altra parte! Ricordiamoci che i signori si sn permessi di votare NO ad un piano industriale proposto da partner stranieri da 2 miliardi di euro, e lo stato come si fa con i bambini viziati li ha messi in amministrazione straordinaria che sta diventando eterna, prolungando la cassa integrazione che sta diventando eterna. Poi pubblicano i dati del terzo trimestre con un plus di 2 milioni di euro oltre a continuare a predicare che il prestito ponte non è stato toccato! A farla breve: perdevano (da voci e stime 7/800 milioni/anno visto che i bilanci non li pubblicano da 2 anni), non hanno cambiato contratti, non hanno cambiato piano industriale, hanno aperto rotte ic (costosissime durante lo start up) continuano a perdere quote di mercato, non hanno lasciato a casa un dipendente, e non si capisce come i soldi del "prestito ponte" siano praticamente intoccati (senza pubblicare i bilanci).
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Re: Trasporto aereo

Postby mattecasa » Thu 18 October 2018; 21:16

Dagli articoli che leggo sembra che le quote di mercato siano aumentate...
Freedrichstrasse
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Re: Trasporto aereo

Postby MMMM » Fri 19 October 2018; 11:11

Erano sul 21% in Italia negli ultimi anni è calato, i Milano Roma sono più pieni di dipendenti romani mandati a Linate a lavorare (ricordo che questa fu una delle motivazioni dello smantellamento dell "hub" di Malpensa) che di passeggeri. Hanno progressivamente ridotto la dimensioni degli aerei sulla tratta. Il mercato degli spostamenti italiano è ormai in mano a ferrovie ed altre compagnie aeree, per buona parte grazie a loro e ai loro comportamenti tenuti negli anni.
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Re: Trasporto aereo

Postby jumbo » Fri 19 October 2018; 12:54

Le quote di mercato di Alitalia continuano a calare. Forse sono aumentati i passeggeri, ma meno delle altre compagnie (siamo in un periodo di espansione del traffico aereo).
Quest'anno è previsto che Ryanair superi Alitalia anche per i passeggeri dei voli domestici. Il sorpasso sui voli internazionali e sul totale dei voli è avvenuto ormai da anni, ed in questi casi non solo da parte di Ryanair.
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Re: Trasporto aereo

Postby MMMM » Fri 19 October 2018; 16:07

Aumentati anche perché svendono spesso e volentieri i biglietti (con relativo bombardamento via e mail di offerte, sconti, up grade di classe (che poi improvvisamente spariscono quando stai per salire in aereo creando abbastanza fastidio)). Ma questa svendita possono permettersela, tanto a fine anno, hanno chi gli paga la differenza...nel 2019 si sposteranno 3 mesi a Malpensa con Linate chiuso, hanno raggruppato un po' di voli visto l'eccesso di offerta (forse una delle poche operazioni sagge adottate) hanno ridotto i Milano - Roma a 11 voli al giorno più 4 Bergamo - Roma (che vista la frequenza dei treni sulla stessa linea forse sarebbe meglio valutare anche alla riapertura di Linate. Il problema fondamentale é che hanno aerei e personale da fare girare e lavorare (questione che viene prima di un bilancio in pareggio), in più hanno la tegola che si sono tirati loro stessi in testa ovvero Linate aperto a tutte le destinazioni e con 18 movimenti/orari disponibili, e se non occupi quei posti sei costretto a cederli ad altri che ti fanno concorrenza (come già avviene a Fiumicino).
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Re: Trasporto aereo

Postby MMMM » Sun 28 October 2018; 14:42

Comincio a pensare ci siano forze supreme che a prescindere da qualsiasi evento portano i governi vari a regalare soldi a parassiti. Questa storia è ormai fuori da ogni logica umana. E ancora hanno un' arroganza, presunzione e capacità di chiedere nuovi "diritti" da fare venire conati vomito a chiunque.

http://m.ilgiornale.it/news/2018/10/28/ ... a/1593631/
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Re: Trasporto aereo

Postby MMMM » Wed 05 December 2018; 1:27

https://www.google.it/amp/www.ansa.it/a ... dc783.html
Alla prima tornata di offerte (ormai 2 anni e mezzo fa) per comprare l'azienda si diceva fossero arrivate 38 richieste di pretendenti che si accoltellavano per comprarsi tutta la baracca. Nuova proroga, casse integrazioni brevi che stanno diventando ormai di anni, le casse integrazioni del 2008 che ormai stanno creando nuovi simboli matematici per esprimere concetti superiori all'infinito, prestiti con scadenza a mai, gare che aprono chiudono senza che nessun organo controlli, e al di sopra di tutto la UE vorrei sapere cosa aspetta a intervenire.
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