L'Italia che non ama i mezzi pubblici

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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby luca » Wed 17 October 2018; 17:51

Guarda te questi negri che si permettono di andare in bicicletta...
Ma il fatto vero non è tanto la sparata di questa qui, ma che l'elettore medio a queste cazzate ci va dietro
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby Trullo » Wed 17 October 2018; 18:09

Sì, il vero problema è che questi qua vanno dietro a un certo tipo di elettore (non viceversa)
"Anche quando comanderà la democrazia proletaria, le poesie bisognerà lasciarle stare. Anzi, renderle obbligatorie!".
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby skeggia65 » Thu 18 October 2018; 13:05

Nanni Svampa, decenni fa, lo aveva già detto nella sua canzone "El gir del mond"

Am abaradàmm

ad Addis Abeba gh'han miss i tram

gh'han miss i tram con la perteghetta

e tucc i negher in bicicletta.
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Anche se "alea iacta est": Freedrichstrasse!

Se la musica è troppo alta, tu sei troppo vecchio.

Nella vita nulla si deve temere; si deve solo comprendere. Maria Sklodowska Curie
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby Carrelli1928 » Thu 18 October 2018; 18:50

Vanno in automobile proprio perché in Italia mancano delle ciclabili serie.
Personalmente uso la bici per tutti quegli spostamenti che richiedono massimo 10’ in più che coi mezzi (il tempo massimo necessario ad aspettare un autobus, generalizzando).
Il problema è che se sto in strada, tutti a sorpassarmi in maniera pericolosa (poi però al primo semaforo me li ritrovo davanti, quindi l’atteggiamento è doppiamente irrazionale), se stessi sul marciapiede ovviamente darei fastidio ai pedoni e loro ne darebbero a me.
Dove c’è una ciclabile, vedi via Padova, spesso è più affollata di pedoni di quanto lo sia il marciapiede.

Morale: ben vengano iniziative di bike-sharing e menate varie, ma se si vuole sfruttare veramente la bici, siano piste ovunque possibile. Sottolineo che il raggio d’azione della bicicletta è paragonabile alla distanza normalmente percorsa in una città come Milano, dove qualunque servizio si trova sicuramente entro uno, massimo due chilometri.

Intanto, i velocipedi restano confinati a chi non può permettersi altro. Gli immigrati, insomma.

Con questo ho voluto mettere i miei due centesimi sulla questione ciclabili. Circa la politica di costante campagna elettorale della Lega, non mi pronuncio.
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby S-Bahn » Sat 20 October 2018; 0:11

Uso il bike sharing quotidianamente dalla stazione di Greco all'ufficio.
Ho dovuto cambiare percorso e rinunciare alla ciclabile nel tratto stazione-Arcimboldi perché i 3/4 dei pedoni vanno sulla ciclabile e non sul parallelo marciapiede separato da un cordolo.
Anche altrove dove su marcipiedi larghi la ciclabile è segnata dalla pavimentazione rossa è "preferita" dai pedoni.

Che la ciclabile sia segnata bene, anche con cartelli, o male non importa. Il pedone la riconosce con istinto sicuro e la impegna evitando accuratamente il marciapiede.
Non sto scherzando, c'è certamente qualche fenomeno spiegabile dietro a questo fatto che succede realmente.

Scusate il post che, se non fosse perché si aggancia al precedente, dovrebbe stare in "ciclisti a Milano".
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby luca » Sat 20 October 2018; 7:19

Stessa cosa dall'altro lato della stazione, verso piazza Greco, che anch'io uso spesso (leggasi: quando l'81 risulta disperso 9 attesa superiore ai 12') con la mobike.
L'altro giorno, in viale Lunigiana, dove la ciclabile è in strada, e diventa corsia di sorpasso per le motociclette, un motociclista che mi aveva visto benissimo ha impegnato la ciclabile mentre ci stavo passando, e a quel punto mi è partito un molto scurrile "ma che caz*o fa?!" E il bello è che ha pure avuto da borbottare!
Ma dimmi te, non si può neanche investire i ciclisti sulla pista ciclabile ora...
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby Carrelli1928 » Sat 20 October 2018; 9:44

Mi è capitato di passare più volte sulla ciclabile di Lunigiana ed effettivamente il comportamento è diffuso. Non si potrebbe delimitarla con un semplice cordolo? A Torino funzionano bene per proteggere molte preferenziali.

@s-bahn: effettivamente è vero, spesso c’è più gente sulle ciclabili che sul marciapiede. Al di là delle questioni psicologiche che possono starci dietro (forse si preferisce camminare più lontano dai palazzi, forse sembra una strada più bella o più veloce...), è un fatto che, così come molti parcheggiano sui binari del tram poco utilizzati, allo stesso modo i pedoni occupano le ciclabili perché non ci sono abbastanza biciclette in circolazione per tenerle occupate - problema che si risolverebbe in gran parte con una rete di piste il più continua possibile.
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby Astro » Sat 20 October 2018; 10:12

Qualcuno (non certo il sottoscritto) lo fa perché sul marciapiede sono rimasti tanti pali da schivare, perché al posto di spostarli tra la pista e la strada li hanno lasciati sul tratto pedonale.
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby S-Bahn » Sat 20 October 2018; 20:55

Mica tanto. Nel mio "caso quotidiano" non c'è differenza qualitativa tra ciclabile e marciapiede. Eppure...

Vicino a casa mia c'è anche il caso di un marciapiede sgombro e senza ostacoli e di una ciclabile, a lato marciapiede, con ostacoli fisici ad ogni passo carraio. Eppure il pedone sceglie maggiormente la ciclabile.
Poco male in questo caso, la ciclabile è talmente inutilizzabile che i ciclisti pedalano in strada come hanno sempre fatto su questo percorso.
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby Trullo » Mon 22 October 2018; 10:28

C'è un discorso più generale di mancanza di interiorizzazione delle regole, di sciatteria nel convivere con gli altri. La stessa mancanza di interiorizzazione delle regole che ostacola la raccolta differenziata, l'uso appropriato dei parcheggi e quant'altro
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby Muccablu » Mon 22 October 2018; 16:41

Aggiungici anche i pochi controlli, io vedo sempre meno Polizia Municipale in giro.

Come scrisse qualcuno di voi qui, anni fa: "la Polizia ha perso il controllo del territorio": naturalmente sarà anche dovuto a sensibili deficit di organico rispetto a qualche anno fa, si capisce, ma la situazione è questa.

Lo vedo fare in ogni posto di Milano e dintorni che frequento: dove non si viene multati mai la gente si dà a infrazioni di ogni genere e grado, c'è poco da fare se non punire adeguatamente, secondo me.
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby .mau. » Sat 27 October 2018; 21:47

Carrelli1928 wrote:Mi è capitato di passare più volte sulla ciclabile di Lunigiana ed effettivamente il comportamento è diffuso. Non si potrebbe delimitarla con un semplice cordolo? A Torino funzionano bene per proteggere molte preferenziali.


L'unico modo sarebbe telecamere + multe.
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby Muccablu » Mon 05 November 2018; 12:33

S-Bahn wrote:Mica tanto. Nel mio "caso quotidiano" non c'è differenza qualitativa tra ciclabile e marciapiede. Eppure...

Vicino a casa mia c'è anche il caso di un marciapiede sgombro e senza ostacoli e di una ciclabile, a lato marciapiede, con ostacoli fisici ad ogni passo carraio. Eppure il pedone sceglie maggiormente la ciclabile.


Visto anche venerdì sera a Comasina - 2 novembre, erano le 21.30 circa, deserto in giro, ovvero sei pedoni in tutto, me compreso - sei pedoni che camminano tra l'uscita di Comasina M3 e le fermate dei bus di corrispondenza: tutto il marciapiede libero, ma niente da fare, una ragazza doveva camminare nel centro della ciclabile, non ne poteva proprio fare a meno
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby Viersieben » Thu 22 November 2018; 22:38

Interessante lettera al Corriere di oggi nella quale si proponeva di abolire i tram, sostituendoli con veicoli a guida non vincolata, per risolvere il problema delle autovetture in sosta abusiva sui binari...
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Re: L'Italia che non ama i mezzi pubblici

Postby S-Bahn » Thu 22 November 2018; 22:41

C'è una replica di UTP al redattore della rubrica del Corriere:

Gentile dr. Schiavi,

quando indichiamo la luna con un dito, c'è sempre qualcuno che guarda il dito e non la luna. E così, quando si denunciano gli incagli che fanno perdere ai tram 52 giorni all'anno (come ha fatto meritoriamente il Corriere del 17 u.s.), un lettore propone non di intervenire sulla sosta selvaggia, ma di eliminare i tram ("Noi cittadini" di oggi),

Per fortuna non la pensano così oltre 450 città nel Mondo (tra cui 56 in Germania, 48 negli Usa e 28 in Francia) che, negli ultimi vent'anni, hanno reintrodotto o ammodernato le reti tranviarie. E lo hanno fatto perché l'autobus (ibrido o meno) non si è dimostrato una valida alternativa.

Il problema, infatti, non è solo l'inquinamento. ma soprattutto la congestione. E per convincere i cittadini a scegliere il mezzo pubblico occorrono linee protette ed affidabili, non bus che devono districarsi nel traffico per non disturbare gli automobilisti distratti.

Certo i mezzi a guida vincolata - come i tram e, a maggior ragione, le metropolitane - costano di più*, ma sono gli unici in grado di competere con il traffico privato. Non a caso a Milano, con 4 linee di metropolitana, 18 tranviarie e 4 filoviarie, lo "share modale" è più equilibrato che in altre città italiane.

Il Comune di Milano e l'ATM hanno ribadito recentemente l'interesse per i tram, programmando il rinnovo parziale del parco circolante. Dovrebbero, però, fare di più per proteggere i percorsi, dotarli di semafori asserviti e prolungare alcune linee verso le periferie ed i comuni limitrofi.

Perché altrimenti ci sarà sempre chi guarderà il dito, anziché la luna.

Cordiali saluti:
Massimo Ferrari
Presidente Assoutenti/Utp
(Ass. Utenti Trasporto Pubblico)
Milano


*) come costi di investimento cui corrispondono, in genere, costi di esercizio più bassi NDR
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