Trasporti a Milano

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MessaggioInviato: mer 02 marzo 2016; 21:36 
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Altro giochino con paint. Stavolta le regioni sono quattordici

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Anche quando comanderà la democrazia proletaria, le poesie bisognerà lasciarle stare. Anzi, renderle obbligatorie!


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MessaggioInviato: mer 02 marzo 2016; 22:31 
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Iscritto il: dom 11 maggio 2014; 13:20
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Località: Provincia di Parma
La Lombardia, e in generale il nord, non mi piace molto. Il concetto di mischione delle province mi pare che faccia troppo caos generale.
Io farei:
1) VdA-Piemonte-Liguria
2) Lombardia
3) E-R
4) TAA-Veneto-FVG
5) Toscana+Perugia
6) Lazio+Terni
7) Marche+Abruzzo+Molise
8) Campania+Potenza
9) Puglia+Matera
10) Calabria
11) Sicilia
12) Sardegna


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MessaggioInviato: mer 02 marzo 2016; 22:39 
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Idem ^^

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MessaggioInviato: lun 25 aprile 2016; 20:54 
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In un simpatico fine settimana con la febbre ho partorito questa idea per l'area milanese.
Sulla scorta di quanto fatto per l'area metropolitana di Torino da Hallenius ho provato a fare qualcosa anche per Milano. Ho aggregato tutti i comuni di prima cintura al nuovo Comune Metropolitano di Milano e ho poi ampliato (e ritagliato) la provincia di Milano (MI+MB) creando quelli che ho chiamato "Circondari Metropolitani", di fatto delle unioni di comuni all'interno della città metropolitana.

Il requisito che ho usato è più o meno la densità demografica per discriminare chi mantenere nella città metropolitana e chi no. Ho organizzato il Sud Milano in una nuova provincia, ma nulla vieta di accorpare ove possibile a Pavia e/o Lodi.


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Per chi volesse ho un excel con tutti i comuni

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MessaggioInviato: lun 25 aprile 2016; 21:37 
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Iscritto il: gio 06 luglio 2006; 22:47
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Non sono un appassionato di ingegneria istituzionale e tanto meno un esperto, ma per cosa sarebbe utile una Milano allargata alla prima cintura e una seconda unità amministrativa della cintura esterna?
Niente in contrario in linea di principio ma non farebbe che consolidare ed aggravare il fenomeno per cui, sicuramente nel TPL e forse in qualche altro ambito, Milano ha fatto da calamita per le risorse impoverendo il circondario?
Di fatto ci siamo trovati con Milano densa di servizi (e soprattutto con contributi/Km che sono il triplo di quelli della provincia) e un circondario mediamente più povero delle altre province lombarde.
Giusto o sbagliato che fosse, per me più sbagliato che giusto anche se non privo di una logica, il tentativo di correggere questa disparità era una della regioni della nascita di MB, anche se è una operazione che rischia più di consolidare una divisione iniqua che di correggerla, come la proposta dei "Circondari Metropolitani", secondo la mia modesta e dubbiosa opinione.

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MessaggioInviato: lun 25 aprile 2016; 21:58 
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Località: SNIA di Cesano Maderno - z115, z117, S9
Mi spiego meglio per i circondari: funzioni unificate a livello sovracomunale (come se fossero un unico comume con unico sindaco) e superamento del comune locale (meccanismi di rappresentanza diretta con consiglieri di zona omogenea nel circondario)

Per il tpl:regia unica in stile TfL o RATP e servizi "circondariali" . Per i contributi milano vs provincia è una questione sia politica che "culturale" temo

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MessaggioInviato: mar 26 aprile 2016; 13:07 
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Iscritto il: dom 11 maggio 2014; 13:20
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La regia unica sarà la futura Agenzia per il Tpl di Milano, Monza, Lodi e Pavia; anche se io togliere quest'ultime.


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MessaggioInviato: mar 16 agosto 2016; 16:50 
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Iscritto il: dom 16 settembre 2007; 3:13
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Cerco di tenermi alla larga (a fatica) di entrare nei dettagli, ma io, a due mesi dal referendum costituzionale, non ho ancora capito cosa ci aspettera' in materia di assetto amministrativo. Se vince il si: province cancellate, salve soltanto le citta' metropolitane (chissa' perche' poi): ma che ne sara' poi delle altre ex province? Siamo d'accordo che per il Molise puo' bastare un unico governo regionale, ma in Lombardia , pur tolta l'area milanese, siamo cmq in 6-7 milioni, sarebbe possibile che tutto venga amministraro dal Pirellone? Non e' che poi Renzi, un a volta cancellata la parola province creera' i dipartimenti o le contee? Il richiamo e' a quando hanno abolito il ministero dell'agricoltura salvo poi creare quello delle politiche agricole... Se invece vince il no le province resteranno? Ma in tal caso che senso avrebbe il permanere dello status quo, con le province svuotate di ogni funzione? Meglio allora sareb e riattribuire loro le precedenti funzioni e metterle a lavorare seriamente (cosa che io dico da sempre).


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MessaggioInviato: mar 16 agosto 2016; 17:00 
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Iscritto il: mer 05 luglio 2006; 21:40
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Gli italiani si sono messi in mente che le province sono inutili e dannose, e che abolirle risolverebbe gran parte dei problemi italiani. Solo che la casta non vuole perché perderebbe delle poltrone.

La colpa di aver inventato e diffuso simili stupidaggini è ovviamente degli sciagurati giornalisti Stella e Rizzo del "Corriere". E sia Renzi sia i Cinquestelle, entrambi sempre molto attenti ai fenomeni "virali", hanno contribuito alla.follia collettiva.

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MessaggioInviato: mar 16 agosto 2016; 20:14 
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In realtà il problema è che fino al 1970 le regioni sono state delle mere unità statistiche. Tra comuni e stato c'erano solo le province. Con l'attivazione delle regioni le province hanno comunque conservato molti poteri che in realtà erano destinati alla nuova istituzione andando a creare un sistema ridondante e dunque inutilmente costoso. Ovviamente la soluzione migliore sarebbe quella di ridefinire puntualmente i compiti dei vari livelli amministrativi, nella pratica si è scelto di cancellare tutto perché fa più figo.

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MessaggioInviato: mar 16 agosto 2016; 20:29 
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Iscritto il: mer 05 luglio 2006; 21:40
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Gira voce che contemporaneamente all'istituzione delle regioni si sarebbero dovute abolire le province, ma è una leggenda metropolitana (detto più propriamente, una balla).
Comunque faccio notare che tutti gli stati europei di grandezza paragonabile all'Italia hanno almeno tre livelli amministrativi.

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MessaggioInviato: mer 17 agosto 2016; 0:31 
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Se non quattro.

Ps: se vince il sì anche le regioni perderebbero alcuni poteri come i trasporti, anche se ne guadagnerebbero dal nuovo senato.


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MessaggioInviato: mer 17 agosto 2016; 10:12 
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mattecasa ha scritto:
Ps: se vince il sì anche le regioni perderebbero alcuni poteri come i trasporti, anche se ne guadagnerebbero dal nuovo senato.

Motivo sufficiente per un bel "NO".
Il governo del territorio è responsabilità delle regioni, hanno potere legislativo, e possono organizzarsi come vogliono, anche istituendo enti territoriali chiamati....."province". Non essendo più costituzionalmente previste, nulla vieta di istituirle ex-lege. Cosa cambierebbe? Che le funzioni delle stesse non verrebbero più finanziate dallo stato bensì dalle regioni stesse, a mo' di "braccio operativo", oppure dal basso tramite i comuni che ne fanno parte per le funzioni ad esse delegate.
Problema: con quali soldi? Tra tutti gli orpelli istituzionali di questa riforma, per quanto ne so, nulla viene detto riguardo al finanziamento dello stato, che resta fatalmente centralizzato.
Non sono le imposte locali ad essere aumentate negli scorsi anni, sono le imposte centrali a non essere diminuite a fronte della riduzione delle rimesse. Si tagliano risorse a comuni, regioni e province, poi si polemizza sul fatto che queste aumentino le proprie imposte, nei limiti strettissimi a loro concessi, quando questo è l'unico modo per un controllo diretto da parte del cittadino. Ed i cittadini cosa fanno? Protestano per le imposte locali, pretendendo un intervento dello stato (vedasi questione ICI/IMU), salvo poi lamentarsi che le proprie città sono mal amministrate per mancanza di risorse. E quando lo stato centrale queste risorse le da, le vincola a precise opere, di cui nesssuno ha interesse di ridurne i costi, ovvero "sprechi".
Questa riforma, per quanto sommariamente ne capisco, ė pessima! Certo, è importante che il governo governi, che il parlamento legiferi, che il senato faccia quel che faccia, ma questo ai cittadini poco importerã, e continueremo nelle questue annuali, ai sindaci e governatori, che dovranno elemosinare soldi dallo stato centrale.
Almeno fosse previsto che la legge di bilancio statale fosse discussa in contradittorio tra Senato e Camera, con pieni poteri di veto. Ma così non è: se la Camera decide che le regioni lavorino solo con i soldi delle fiscalizzazioni (sempre per bontà della Camera) che hanno, ed il resto lo demandano al governo, tempi grami ci aspettano, almeno per quelle regioni che contribuiscono di quanto ricevano.

Fino a quando una riforma non dirà chiaramente, e temo ciò non accadrà mai, che la competenza di qualcuno su un determinato argomento non sia frutto di risorse fisacli che esse stesso dovrà imporre, fino ad allora rifiuterò ogni proposta.

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MessaggioInviato: gio 18 agosto 2016; 15:36 
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friedrichstrasse ha scritto:
Gira voce che contemporaneamente all'istituzione delle regioni si sarebbero dovute abolire le province, ma è una leggenda metropolitana (detto più propriamente, una balla).
Comunque faccio notare che tutti gli stati europei di grandezza paragonabile all'Italia hanno almeno tre livelli amministrativi.


Vera l'ultima parte. Sulla prima. si e no. Tanto che per esempio la Lombaridia nel 1975 con una legge istituì una trentina di comprensori che nelle idee dei promotori avrebbero dovuto sostituire le provincie. Aboliti poco dopo, ma i bacini di trasporto (più piccoli e numerosi delle provincie: nel milanese ce n'era uno per il Comune di Milano, e poi a raggera c'erano uno per la zona del Ticino-Olona, uno per le Groane, uno per Monza e Brianza che comprendeva anche Sesto, cinisello, ecc. e infine uno per la Martesana e uno per il sud Milano) sopravvissero qualche anno di più. Similmente il PCI nello stesso periodo presentò una proposta per sostituire le circa 100 provincie con circa 200 circondari, in tutta Italia. Interessante notare che questo è più simile all'ordinamento germanico, con circa trecento Kreise, che a quello francese o inglese, dove dipartimenti e contee sono un centinaio o meno

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MessaggioInviato: sab 27 agosto 2016; 16:53 
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Comunque gli unici ad aver realizzato qualcosa di apprezzabile per quanto riguarda l'attuazione delle città metropolitane sono stati i Sardi.
Città metropolitana di Cagliari

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